«Le tariffe fisse per i taxi, stabilite dal Comune di Napoli, non sono mai state così chiare». Si presenta così l’iniziativa di Città di Partenope, comunità virtuale di 8750 cittadini, che si batte quotidianamente contro lo stereotipo negativo che vorrebbe Napoli città del malaffare, sempre e comunque. L’idea è semplice quanto efficace: affiggere, nel corridoio d’attesa per i taxi all’aeroporto di Capodichino, le tariffe predeterminate stabilite ormai da tempo da Palazzo San Giacomo. Lo scopo è quello di rendere la vita più facile a cittadini e turisti, che sapranno così quanto spendere da un capo all’altro della città (o anche in altre zone della regione) prima ancora di salire in vettura.

Scopriamo così che per raggiungere via Manzoni o il Parco Virgiliano, a Posillipo, si sborsano 25 Euro. Arrivare a Sorrento o Caserta, con tanto di visita alla Reggia e ritorno alla base, costa 100 Euro. Meno della metà, 40 Euro, per giungere nella più vicina Pozzuoli e visitare la celeberrima Solfatara. Insomma: un vademecum chiaro e intuitivo per non subire brutte sorprese al momento del “conto”. L’iniziativa, informa la società Agrelli&Basta (responsabile del progetto) è stata possibile grazie alla fattiva collaborazione della Gesac, la società privata che gestisce l’aeroporto di Capodichino, ed è stata accolta con favore dalla maggioranza dei tassisti, che vedranno così diminuire anche la concorrenza sleale delle macchine abusive.
Ma come nasce l’idea? «Lo scorso agosto ho letto una lettera di una turista a un importante quotidiano nazionale – spiega Claudio Agrelli, pubblicitario, fondatore di Città di Partenope – una signora raccontava di transitare ogni estate dall’Aeroporto di Napoli per poi prendere la nave per Lipari. E ogni volta pagava una tariffa diversa. Ho capito così che la campagna non era ancora del tutto finalizzata». Non è la prima volta, infatti, che Città di Partenope affigge le tariffe convenzionate all’aeroporto di Napoli. Fino ad oggi erano però presenti solo nell’area ritiro bagagli, dove i passeggeri sono notoriamente “distratti” dall’attesa dei loro effetti personali. All’interno del corridoio d’attesa per i taxi, invece, non ci sono altre distrazioni: l’attenzione è tutta rivolta alla vettura bianca da prendere per giungere a destinazione: «Le campagne sono come le battaglie – conclude Agrelli hanno bisogno di tempo, di sforzo e di grande tenacia. Fortunatamente abbiamo trovato nella Gesac un partner sensibile ai temi sociali di cui ci occupiamo».





