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De Luca: «No ai termovalorizzatori, sì al compostaggio. Parte delle ecoballe fuori regione»

Il presidente della Regione Campania annuncia la linea di Palazzo Santa Lucia sulla gestione dell’annosa emergenza rifiuti: «Un terzo delle ecoballe le stocchiamo altrove, ho già la disponibilità della Toscana. Bisogna poi riqualificare gli impianti Stir e raggiungere una differenziata al 65 percento»

Attualità 2 settembre 15

di Enrico Nocera
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Niente più termovalorizzatori e discariche, sì agli impianti di compostaggio, alla raccolta differenziata e al trasporto di parte delle ecoballe fuori regione. Queste due righe riassumono il piano che il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha presentato questa mattina (2 settembre) in conferenza stampa. Il problema più urgente da risolvere è proprio quello delle ecoballe. C’è una multa enorme dell’Unione Europea che pende sul capo dell’Italia: 121mila euro al giorno per ognuno che ne passa senza aver proposto un piano di smaltimento credibile e fattibile, che si aggiungono ai 20 milioni di euro già pagati come sanzione secondo la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea emanata il 16 luglio. Togliere le ecoballe da Giugliano, Villa Literno e Caivano, quindi, diventa un’esigenza ormai imprescindibile, sia sotto il profilo ambientale che sotto quello del risparmio di spesa pubblica.

Il presidente De Luca passa così a illustrare il piano stilato in agosto. Primo annuncio: niente termovalorizzatori: «Ma non perché io abbia una posizione ideologica contro questo tipo di impianti – precisa il governatore – per realizzare un termovalorizzatore e metterlo a regime ci vogliono almeno 4 anni, con una spesa di 350 milioni di euro per ognuna di queste strutture. Cifre economicamente insostenibili e tempi troppo lunghi per risolvere un’emergenza che dura da 16 anni. Allo stesso modo, niente discariche: non intendiamo avere nemmeno una tonnellata in più di rifiuti che sia indifferenziata. Tutti i rifiuti movimentati dovranno essere stabilizzati e inertizzati, vale a dire privi di frazione umida e successivi al processo di differenziazione».

Vincenzo De Luca

Le ecoballe sul territorio campano ammontano a circa 5 milioni di tonnellate e mezzo di materiali, stoccate a Giugliano (2 milioni e 300mila), Villa Literno (2 milioni e 100mila) e Caivano (400mila). Una parte di queste andrebbe quindi fuori dal territorio regionale, con la Toscana in prima fila, pronta ad accogliere parte di queste tonnellate a patto che risultino non pericolose per la salute. In tal senso, De Luca apre anche ai privati: «Abbiamo avviato un protocollo di intesa con l’Anac guidata da Raffaele Cantone. Appronteremo bandi di gara dove richiameremo l’interesse di imprese private che non siano legate alla camorra o alla criminalità organizzata per compiere opera di smaltimento ecoballe. È una strada percorribile perché il controllo che attueremo sarà molto stringente». Il presidente richiama così anche il ruolo della cittadinanza attiva: «Abbiamo intenzione di creare dei comitati di sorveglianza civica sull’operato della Regione nello smaltimento di questi rifiuti. La trasparenza è l’unico modo per uscire da questa emergenza ormai ventennale». Ultima parte del piano: riqualificare gli Stir di Caivano, Tufino e Giugliano, in modo che possano lavorare attraverso tritovagliatura le ecoballe residue. Costo dell’operazione: 600 milioni di euro da chiedere al governo. De Luca, su questo punto, si mostra assai sicuro: «Il governo deve finanziare questa operazione. Conviene anche a loro, invece di pagare 121mila euro al giorno di multa».

Ultimo capitolo: raccolta differenziata e impianti di compostaggio. «Dobbiamo raggiungere almeno il 60 percento di riciclo in tutti i Comuni – continua De Luca – altrimenti sarà inutile pensare a impianti di compostaggio o a un piano rifiuti che non prevede l’utilizzo di termovalorizzatori. Chiedo quindi alla cittadinanza uno sforzo civico di grandi proporzioni: non possiamo distrarre nemmeno un euro di risorse pubbliche da interventi che non siano volti alla risoluzione di questo problema». Per quanto riguarda i tempi di attuazione? «Sarei un bugiardo a dire che risolveremo tutto entro 6 mesi – conclude il governatore – è un processo lungo di cui oggi viviamo la prima fase. Sarete informati per tempo, per ora l’importante è cominciare».

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