Rione Sanità è un quartiere a lutto. Qui, dove il sangue della camorra sporca i principeschi edifici che hanno visto sfilare nei secoli nobili, celebrità e malamente, i residenti si sono uniti per abbracciare per l’ultima volta Gennaro Cesarano, il 17enne ucciso nella notte tra sabato e domenica scorsi. Sulla fiancata della chiesa di Santa Maria alla Sanità campeggia lo striscione “Genny vive”, mentre di lato i ragazzi hanno installato un ulivo. Una fiaccolata a cui partecipano tantissime persone, tra cui padre Antonio Loffredo, padre Alex Zanotelli, il vicesindaco di Napoli Raffaele Del Giudice e la presidente di municipalità Giuliana Di Sarno.

Secondo gli inquirenti, era proprio lui l’obiettivo dei killer. Ma le tante tantissime mamme presenti non ci credono: «Non pensatelo nemmeno – dicono – se lo fosse stato avrebbero sparato e sarebbero andati via, invece no, hanno continuato». E, mentre i ragazzi della chiesa portano per le stradine della Sanità lo striscione con su scritto “No camorra!”, le madri gridano «Giustizia, giustizia».





