In questo video di soli 15 secondi, girato in un piccolo angolo di Largo San Giovanni Maggiore Pignatelli, si verificano una serie di infrazioni compiute da persone diverse: un ragazzino sfreccia senza casco su una moto, un altro gioca a calcio prendendo a pallonate il muro dell’università L’Orientale e un gruppetto di bambini salta sul catenaccio di una bici per romperlo. Al centro della scena l’assessore allo Sport Ciro Borriello, dopo una riunione fiume con i residenti e le associazioni di quartiere per risolvere una serie di problemi di vivibilità (tra cui proprio la delinquenza minorile), che firma l’incontro con un assist di tacco degno della sua delega. È ignaro di quanto sta accadendo, butta un occhio ai “ragazzini” che sembrano giocare e con il suo zainetto a tracolla se ne va indisturbato.
«La bici è stata rubata e poi recuperata da me e restituita al padrone – racconta Fabrizio Caliendo, proprietario del locale Kestè – In cambio ho ricevuto una serie di minacce e un calcio alla macchina. Abbiamo chiesto l’intervento dell’assessore all’Educazione e segnalato quanto sta avvenendo ogni giorno in piazza. Questo gruppetto di “bambini” ruba, distrugge, minaccia, picchia, insulta, brucia, sputa… sotto gli occhi di tutti e senza nessun riguardo per niente e per nessuno, neanche per la polizia che li ha sorpresi a rubare! “Mo chiamm’ a patm’ e ve facc’ sparà a tutt quant’” è stata la risposta al poliziotto e a me che stavamo redarguendo il giovane colto a rubare con le mani nella borsa di una ragazza… Insomma – denuncia Caliendo – il Decumano del Mare è vittima anche di questo tipo di problema».
Diversi gli episodi delinquenziali compiuti dai piccoli malviventi ai danni del Kestè e dei fruitori del locale: in una serata di mazurka, i ragazzini hanno esploso dei petardi tra le gambe dei ballerini mettendoli in fuga, mentre sabato scorso è stata picchiata una ragazza che lavora nel locale gestito da Caliendo: «La mamma e la zia di uno dei marmocchi le hanno fatto “lo strascino” – spiega – dopo che un giovane ha cacciato il furfante ed i suoi complici dal Kestè intenti a rubarle il cellulare. Anche il gruppo ha deciso di tornare prendendola a pallonate, e lei si è dovuta chiudere nel locale e chiamare i carabinieri».
La baby gang è stata segnalata anche dall’Orientale, dall’Ordine degli Ingegneri, che ha in affidamento la Basilica di San Giovanni Maggiore, dai commercianti e dagli studenti. Denunce anche da parte degli ignari turisti che danno confidenza ai piccoli ladri che li distraggono con una domanda del tipo “me lo dai l’accendino?” per poi derubarli o, molto più semplicemente, li aggrediscono. «Lavorare qui è tornata ad essere una sfida contro tutto e tutti – dichiara Caliendo – Speriamo che le promesse dell’amministrazione arrivino prestissimo e non a Natale! Ne abbiamo assoluto bisogno».





