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Donata a Laura Boldrini la scatola “Made in Scampia”: dentro c’è la speranza di un quartiere

Rosario Esposito La Rossa dell’associazione Voci di Scampia: «Il presidente della Camera ha promesso che verrà a trovarci». E sugli attentati terroristici: «È giusto indignarsi per il sangue versato in altre nazioni, ma nelle nostre città si continua a sparare per strada e non ci si indigna più»

«La nostra è un’iniziativa collettiva: proviamo a incontrare le persone di Scampia e a costruire insieme a loro un progetto ben preciso, senza giudicare e senza sapere cosa è stato fatto in passato ma pensando al futuro e provando a capire cosa si può fare insieme». Rosario Esposito La Rossa, dell’associazione Voci di Scampia, ci racconta dell’incontro tenutosi ieri a Roma con la presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini. Durante quell’ora, presenziata anche dall’onorevole Davide Mattiello della Commissione Antimafia, è stato affrontato il tema del progetto che da oltre tre anni portano avanti. Alla Boldrini è stata donata la scatola “Made in Scampia” contenente un libro, 25 e-book e un cd musicale della casa editrice ed etichetta discografica indipendente di Scampia Marotta&Cafiero, prodotti alimentari e una spilla della radioweb Radio Asharam. Il costo della scatola è di 20 euro e il ricavato sarà utilizzato per l’inserimento lavorativo e per la formazione di giovani del territorio.

Laura Boldrini con i ragazzi dell'associazione Vivi Scampia

Com’è andato l’incontro con la Boldrini?

È andato benissimo. La presidente ci ha rivolto molte domande e ci ha promesso che verrà di persona sul territorio dove operiamo. Ha aggiunto che c’è la volontà di sostenerci, aiutandoci anche per eventuali spazi, dato che ne abbiamo tanto bisogno e ne abbiamo fatto richiesta alla Regione da tempo.

E con l’onorevole Mattiello cosa vi siete detti?

Ci sostiene nel progetto e camminiamo insieme da molto. Continueremo ad andare avanti. Abbiamo invitato anche lui e verrà a vedere quello che di positivo stiamo facendo.

«La camorra si combatte con la Cultura e la libera informazione» ha detto il giornalista Sandro Ruotolo. È un po’ questo il senso dei simboli contenuti nella scatola?

È una scatola nazionale: gli e-book li produciamo noi, mentre il libro “Sveglia”, che parla di metodologie e azioni per cambiare il mondo, è stato scritto dal piemontese Domenico Rossi. Poiché il Piemonte è visto come un invasore ci piaceva quest’ossimoro. E poi abbiamo pensato che fosse una bella idea nutrire sia la mente che il corpo inserendo anche un pacco di spaghetti alla chitarra di Gragnano IGP realizzato da una cooperativa del territorio, una birra artigianale prodotta dai ragazzi del centro di salute mentale del rione Sanità e un pacco di “Riso della Legalità” prodotto a Vercelli. Ci andava di mettere anche dei prodotti che potessero aprire la mente.

Cultura variegata, quindi, non solo napoletana…

La cultura in genere. C’è anche un cd di Antonio Pepe, un contrabbassista di Nocera Inferiore che ha fatto otto tracce su fiabe buddiste cantate. Quindi viene trattata anche l’integrazione da un punto di vista religioso; la religione intesa come forma “ultra pacifista”. In questo momento, dopo gli attentati dell’Isis, secondo me è ancora più giusto parlare di integrazione religiosa.

Due giorni fa un’esecuzione a Secondigliano. Cosa ne pensi?

Che è giusto indignarsi per il sangue versato in altre nazioni ma nelle nostre città si continua a sparare per strada e non ci si indigna più… Noi siamo favorevoli agli arresti, anche se obiettivamente non cambiano le cose. Noi crediamo molto nell’investimento da parte di giovani. Bisogna rimanere sul territorio e provare a fare impresa. Soltanto con l’alternativa reale e concreta del lavoro ci può essere un cambiamento reale.

Movimenti dal basso quindi?

Assolutamente sì. Dall’alto può venire qualche finanziamento. Chi fa certe scelte spesso è costretto da “una mancanza di alternativa” e quindi il nostro obiettivo è proprio quello di offrirla.

Il 6 novembre del 2004 hai perso tuo cugino Antonio Landieri, vittima innocente di camorra. Tu hai mai avuto paura?

C’è una bellissima frase di George Patton che recita: “Il coraggio è la paura tenuta un secondo più a lungo”.

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