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Mare inquinato: l’acqua pulita è un diritto e un dovere di ognuno

Intervista a Vincenzo Capasso, coordinatore di “Let's do it! Italy”: «La maggior parte degli impianti sono vecchi e non a norma. Ma tutti devono fare la loro parte, si deve insegnare l'educazione civica nelle scuole»

«Per le acque si fanno diversi tipi di controlli. Il primo quesito è: da dove arrivano quei rifiuti? E poi: da dove vengono portati?». Domande che si pone Vincenzo Capasso, coordinatore di “Let’s do It! Italy”, dopo le polemiche sul divieto di balneazione a Sorrento. «Nella zona di Licola – racconta – l’associazione Licola Mare Pulito in un condotto di circa 20 km ha trovato anche due carcasse di auto. Il controllo andrebbe fatto dai comuni una volta a stagione. Le bombe d’acqua, come quelle che hanno fatto saltare i tombini in costiera sorrentina, sono sempre più frequenti e devono essere previste. La maggior parte degli impianti sono vecchi e non a norma, ma il loro problema è il costo: l’impianto costa mediamente 2-3 milioni di euro. Nel 2014 la Giunta della Campania ha stanziato circa sei milioni per la bonifica e il risanamento ambientale del Litorale Vesuviano e del Parco Nazionale del Vesuvio. Tre di questi dovevano essere spesi per la messa in sicurezza e tre per le analisi, che però potevano essere risparmiati se ci fosse stata una tempestiva messa in sicurezza. Ma poi il problema più grave non è questo…».

Let's do it! Italy

E qual è?

Bisogna chiedersi, dopo che si è fatta l’analisi delle acque che attualmente risultano pulite, dove sono finiti i rifiuti. Se non sono stati eliminati, in cosa si sono trasformati? Come possono essere smaltiti? Nel mare vi sono i batteri, ma se non viene fatto un controllo costante delle acque non potremo neanche più mangiare il pesce. Hanno parlato di potenziamento della task-force, che però non esiste ancora sulla carta. O si provvede realmente, agendo unitamente e in tempi rapidi, o si arriverà a un punto di non ritorno.

Se le fogne non funzionano e si viene a creare una situazione d’emergenza, chi ne è responsabile?

Se le fogne non sono pulite la responsabilità è del comune. Se si tratta dei depuratori la responsabilità è dei commissari, che possono pagare anche penalmente. Il referente per i controlli, invece, è la Capitaneria di Porto e posso dire che risponde sempre. Nel 2009-2010 furono progettate delle macchine adibite a pulire la superficie del mare. Dove sono queste macchine? Parliamo di mezzi che subito si riempivano perché era stata calcolata male la percentuale di rifiuti.

Secondo la legge “Disposizioni in materia di delitti contro l’ambiente” (legge n.68 del 22 maggio 2015), chi inquina è punito con la reclusione da due a sei anni e con una multa dal 10.000 a 100.000 euro. La norma viene applicata?

Questo è il primo caso di legge che punisce i reati ambientali. È una legge nuova e bisognerà capire come funziona. Molte cose in questa legge non sono tenute in considerazione, come il problema dei fumi. Il fumo del camino del termovalorizzatore inquina? Come vengono fatte le analisi? Per quanto riguarda le acque, qualche anno fa i valori per volere della Comunità Europea, si sono alzati; quindi è più facile avere la balneabilità della costa. Sarebbe meglio se i valori, e quindi i parametri, tornassero uguali a quelli precedenti. Faccio un esempio: è come se avessimo un retino largo e un retino stretto. Il risultato non può essere il medesimo.

Nonostante il “divieto di balneazione” le persone hanno continuato a farsi il bagno. Non dovrebbe esserci più indignazione?

Da un lato ci sono cittadini che denunciano, dall’altro ci sono i gestori dei lidi che chiedono di non parlarne. Chi continua a farsi il bagno non è realmente consapevole del rischio. A Torre del Greco, qualche settimana fa, c’erano persone che prendevano il sole con dietro una discarica. Il vero problema è che molti non fanno la loro parte. Una volta Cecchi Paone affermò che, pagando le tasse, non doveva essere lui a pulire. Ciò, però, non esime il cittadino dal doversi prendere cura dei propri luoghi per la sua salute. I ragazzi di Licola Mare Pulito hanno installato dei cassonetti per consentire ai cittadini di mantenere pulite le spiagge. È impensabile che poi debbano perder tempo a smistare correttamente i rifiuti gettati. Se io butto la spazzatura in maniera inadeguata faccio un danno enorme.

Cosa si intende per educazione ambientale? Quanto sarebbe importante imporre un corso di educazione ambientale nelle scuole?

Il termine “educazione” significa “guidare fuori” e non di “immettere”. Io credo che sia necessario il ripristino dell’educazione civica. Sin dalle scuole elementari è necessario imparare cosa significhi il rispetto verso il prossimo, verso l’ambiente, verso le regole. Bisogna insegnare che l’ “attacchinaggio selvaggio” non si deve fare. Si devono utilizzare le bacheche libere per andare a promuovere i propri eventi e per mantenere e tutelare il decoro urbano. Si deve insegnare che un luogo, quel luogo, è di tutti.

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