Un vasto incendio si è sviluppato poco fa in via Brin, periferia orientale di Napoli. Un’alta colonna di fumo nero, visibile a diversi chilometri, ha suscitato allarme tra i residenti. I palazzi del centro direzionale sono letteralmente oscurati dalla nube nera. Al momento non risultano feriti ma, ma c’è preoccupazione per la dispersione di diossine, visto che sta bruciando una grande quantità di materie plastiche. L’aria è irrespirabile per metri e il traffico è in tilt. E come se non bastasse il maltempo sta estendendo le fiamme.

Ad andare a fuoco sono il capannone di casalinghi cinese Bh e l’Italmatic, specializzata nella fornitura di servizi di ristoro mediante distributori automatici di generi alimentari. Disperati gli operai appena sfollati preoccupati per il loro futuro.
È il secondo grosso incendio sviluppatosi nella stessa area in un mese. Il 26 giugno scorso i vigili del fuoco dovettero contrastare un vasto incendio alla Chinatown di Gianturco sviluppatosi per cause da accertare sul retro di un grande capannone a via Ferraris 11.
«Si tratta di un’area cruciale per una serie di motivi – dichiarano il consigliere regionale di Davvero Verdi Francesco Emilio Borrelli e Gianni Simioli della Radiazza – L’altissima presenza di commercianti cinesi e la vicinanza del centro operativo della direzione investigativa antimafia. Temiamo che si tratti di episodi legati o all’intervento della camorra nei confronti di imprenditori cinesi o di faide interne a quella comunità o ancora a roghi dovuti a scarsa sicurezza nei capannoni e alla presenza di prodotti illegali facilmente infiammabili. Per questo è importante che le autorità preposte indaghino a fondo su questi roghi che avvelenano e inquinano l’aria di Napoli e provincia. Un vero disastro ambientale che aumenta lo smog e l’inquinamento come nella terra dei fuochi».





