È l’11 dicembre del 2013 e dal centro di Napoli al quartiere Vomero una volante schizza a sirene spiegate per il traffico della città. Partita da piazza Municipio, la pantera arriva in poco tempo a via Luca Giordano davanti alla Fnac. Non si tratta di una retata, ma della presentazione dell’ultimo cd di Gigi D’Alessio e a scendere da quell’auto della polizia è proprio il cantautore. È uno dei nodi dell’inchiesta che ieri ha portato all’arresto di 16 persone, tra cui tre poliziotti. Uno di loro è Alessandro Albano, conducente della macchina che ha trasportato l’artista. Proprio per questo D’Alessio, che non è indagato, e la sua compagna Anna Tatangelo verranno interrogati oggi dal pm Landolfi come persone informate sui fatti.
Ovviamente Albano non è in carcere per aver fatto lo chauffeur di D’Alessio, ma perché da poliziotto avrebbe coperto le indagini del suo gruppo criminale, arrestando solo i pusher dei gruppi concorrenti. E infatti i tre agenti glissavano sulle attività di spaccio di Giuseppe Liberato, a capo di una delle due bande sgominate, per ottenere in cambio informazioni confidenziali che gli permettevano di portare a termine operazioni di polizia giudiziaria per accreditarsi nei confronti dei superiori.
Un altro poliziotto arrestato è Nunzio Camarca, addirittura nell’organico di Donato Bucciero: è accusato di spaccio di cocaina nella Caserta bene e di recuperare crediti per conto dei pusher. Anche sua moglie è finita in manette.
In alcuni casa Camarca aveva bisogno di un autista. Ed ecco che la scelta ricade sul suo collega, Domenico Petrillo, reo di aver accompagnato il collega dal pregiudicato Bucciero per ritirare la droga da spacciare.