
La prima dichiarazione è di quelle programmatiche: «Via le ecoballe dalla “terra dei fuochi” in tre anni. De Luca diceva due, ma io voglio essere più prudente». Poi la promessa: «Mi recherò lì a breve. Basta con la retorica insopportabile di un Sud abbandonato: bisogna che ognuno, a partire dalla classe dirigente meridionale, si assuma le proprie responsabilità». È un Matteo Renzi propositivo sulla Campania quello che ha aperto la direzione nazionale del Partito Democratico. Non solo “terra dei fuochi”, ma anche tante eccellenze da valorizzare, come quelle culturali di Pompei ed Ercolano o quelle industriali come l’Irisbus, il settore automotive e quello agroalimentare.
«Ma è vero che qui si è creato un sistema extralegale fondato sul presupposto che non esista una autorità pubblica – gli risponde il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca – per questo dico che noi abbiamo la grande opportunità di presentare una classe dirigente finalmente non stracciona, che non usi i fondi per gestire un sistema clientelare di massa diventato ormai la prassi. Questi soldi che arriveranno, dovranno essere indirizzati alla risoluzione dei problemi, non ad altro».
Già ieri, 6 agosto, De Luca aveva annunciato su Facebook di voler partecipare alla direzione nazionale del Pd proponendo i temi poi trattati: «Investimenti pubblici verso il Sud, in particolare Fincantieri e Finmeccanica; programma stringente per le infrastrutture; creazione di un fondo di rotazione per le progettazioni esecutive dei fondi europei; investimenti sulla ricerca; piano per la sicurezza».





