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sabato 24 ott 2015 aggiornato alle 12:20

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Tangenti a San Giorgio a Cremano: 6 arresti. Indagati il sindaco e il suo predecessore

I reati ipotizzati sono associazione per delinquere finalizzata alla concussione e alla turbativa d’asta

Appalti pubblici truccati a San Giorgio a Cremano. Per la Procura di Napoli si tratta di una vera e propria struttura «funzionale al controllo delle procedure di affidamento dei lavori pubblici». Le indagini sono culminate questa mattina con una ventina di perquisizioni e l’esecuzione di sei arresti domiciliari. Un avviso di garanzia è stato emesso nei confronti del sindaco di San Giorgio a Cremano, Giorgio Zinno e dell’ex sindaco Mimmo Giorgiano, entrambi Pd.

COMUNE-SAN-GIORGIO-A-CREMANO

I reati ipotizzati sono associazione per delinquere finalizzata alla concussione e alla turbativa d’asta. Quattro arrestati lavorano all’interno del settore Infrastrutture del comune di San Giorgio a Cremano: il dirigente Carmine Intoccia, Raffaele Peluso, Brigida De Somma e Leone di Marco. La ditta coinvolta nell’inchiesta è la D’Alessandro di San Giorgio a Cremano, aggiudicataria di una serie di importanti appalti tra cui quello per i lavori di via Cupa Mare. E infatti ai domicliari sono finiti anche l’imprenditore Luigi D’Alessandro e Giuseppe Catauro, direttore tecnico e responsabile tecnico della D’Alessandro Costruzioni srl.

Il sistema per avvantaggiare le imprese era questo: venivano modificati i punteggi riconosciuti in sede di valutazione dell’offerta economica più vantaggiosa. In numerose occasioni i funzionari infedeli si interfacciavano  con le ditte contribuendo concretamente alla compilazione del computo metrico.

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