«Chiediamo tre cose: il rafforzamento del sistema scolastico, la sicurezza nelle periferie senza militarizzazione e un’attenzione particolare ai giovani». Padre Alex Zanotelli apre così la manifestazione #UnPopoloInCammino; un corteo che da piazza Dante è giunto alla Prefettura, composto da circa 6.000 persone per dire “basta alla camorra” e per ricordare Genny Cesarano, il 17enne morto per mano della criminalità organizzata lo scorso settembre. «Oggi siamo un popolo in marcia – continua Zanotelli – Noi siamo preti che accompagnano i cittadini. Camminiamo tutti insieme unitamente: più camminiamo in unità, più le istituzioni dovranno ascoltarci. Non dobbiamo arrenderci mai».
Tra i manifestanti anche il padre del giovane ragazzo a cui è stato dedicato l’evento. «Chiediamo più diritti – dice il signor Antonio Cesarano – Siamo in tanti, molti più dei signori che portano le tragedie nelle nostre città. Oggi saremo 5.000 o 6.000 ma siamo ancora pochi. Esistono quartieri dove non ci sono neanche le strade. Chiediamo la verità sulla morte di Genny. Noi non molleremo: c’eravamo ieri, ci siamo oggi e ci saremo domani». Tra le organizzazioni e le persone presenti anche il sindaco Luigi de Magistris, l’associazione Libera, Fondazione Polis con Paolo Siani, Francesco Clemente, Associazione A.N.P.I con Antonello Sannino, Luigi Felaco, Radio Siani con il presidente Giuseppe Scognamiglio, Giuliana Taranto, Giulio Incoronato, Valentina Cozzolino e Carlo Russo, tante scuole tra cui la Caracciolo e Giovanni Catena, il ragazzo ferito per errore in piazza Sanità dai killer del boss Pietro Esposito.
“Lavoro sì, camorra no” è invece lo slogan di Je so’ pazzo- ex opg occupato. “Potere al popolo” il loro striscione. I ragazzi del movimento #StopBiocidio aggiungono che è una mobilitazione «perché abbia fine una volta e per tutte l’azione complice e sinergica del potere dell’imprenditoria armata e delle lobby del capitalismo legale e corrotto che hanno storicamente oppresso ed ammalato i nostri territori».





