Era scomparso lo scorso 5 febbraio, Vincenzo Amendola. I genitori Giuseppe e Anna avevano anche lanciato un appello alla trasmissione di Raitre “Chi l’ha visto”. Questa mattina la macabra scoperta: il corpo del 18enne è stato trovato seppellito a 50 centimetri di profondità in un terreno agricolo nel quartiere napoletano di San Giovanni a Teduccio, in viale 2 Giugno. Un’area tra il rione delle case popolari Taverna del Ferro e poco distante da una scuola e una piccola fattoria.
Nel pomeriggio la polizia ha fermato un amico di Vincenzo, il 23enne Gaetano Nunziato, denunciato in passato per reati contro il patrimonio e droga. Sarebbe lui il killer del ragazzo, ucciso con almeno due colpi di arma da fuoco al volto. Il giovane è accusato di omicidio aggravato dal metodo mafioso nonché di porto e detenzione illegale di arma da fuoco e dell’occultamento del cadavere. Avrebbe

Al momento della scomparsa, Vincenzo indossava un lupetto color fango, dei pantaloni beige, un cardigan di colore blu con cappuccio e scarpe da ginnastica. Decisivo, per il riconoscimento, un tatuaggio sull’avambraccio destro che raffigura una carpa giapponese con la scritta “Elena”. La sua andatura era claudicante a causa di un incidente avuto in passato.
I genitori avevano spiegato che il ragazzo era uscito di casa verso la mezzanotte di giovedì 4 febbraio, come di solito usava fare rientrando al mattino seguente. Venerdì, 5 febbraio, invece, Vincenzo non aveva fatto più rientro a casa e da allora nessuno lo aveva più visto. Cosa è successo quella sera? È ciò che si chiedono gli inquirenti che ora stanno verificando le frequentazioni del 18enne, se cioè possa avere avuto qualche rapporto con esponenti della criminalità organizzata o se invece l’omicidio sia riconducibile alla sua vita privata.





