Un viaggio d’elite, come si faceva in altri tempi, solcando le correnti del cielo: è il tour in mongolfiera che dal 3 all’11 ottobre si può effettuare nella suggestiva cornice di Paestum, grazie ad un festival di impronta internazionale. Piloti olandesi, lituani ed italiani ospitano a bordo passeggeri curiosi ed emozionati, armati di cellulare e macchina fotografica per immortalare un’esperienza indimenticabile.
Proprio come è successo a me. Rino, il mio pilota, mi spiega che il brevetto per la guida delle mongolfiere è rilasciato dall’Aeronautica Militare, ma c’è una bella differenza col guidare un aeroplano: «Quando decolli sai dove nasci, ma non sai dove muori». È infatti il vento a comandare il tuo destino e a decidere in che direzione ti spingerai, è questo il bello della mongolfiera, ogni volta un atterraggio imprevisto in un luogo inaspettato.
Mi sono lasciata cullare dalla brezza, mentre il pallone aerostatico prendeva quota. Dolcezza, questa la parola che descrive il nostro viaggio, gli spostamenti erano così morbidi che sembrava di danzare. La nostra cesta si è trasformata in un balcone a 360° sul Cilento, e sotto di noi i magnifici templi di Paestum ci salutavano dal Parco Archeologico. Per chi soffre di vertigini forse non è il massimo, sporgersi un po’ oltre fa effetto anche sui più stabili come me, ma è così bello guardarsi intorno che la poesia circostante ti rapisce immediatamente.
L’atterraggio è stato perfetto, in un campo non arato, dove subito è arrivata la squadra di soccorso ad aiutare Rino a sgonfiare il pallone e ad impacchettare tutto velocemente. Non sempre va così bene, ma noi siamo stati fortunati. Il nostro volo è stato effettuato alle 8.00 del mattino, il successivo, quello delle 17.00, ha visto la partecipazione di moltissimi turisti. Tantissimi quelli che, restando a terra, hanno comunque goduto di un romantico spettacolo vedendo alzarsi in volo 12 palloni coloratissimi stagliarsi nel cielo, superando lentamente in altezza le antiche vestigia della Magna Grecia. Io, questa volta, ero tra loro conservando ancora incredula l’indimenticabile ricordo del mio viaggio in mongolfiera.





