È una delle star assolute del web: non c’è utente che su internet non abbia caricato una sua foto o non si sia entusiasmato vedendo un video. Stiamo parlando dei gatti, celebrati oggi con una festa nazionale. E, come ogni evento senza alcuna tradizione che si rispetta, per 24 ore i social venerano l’amato felino come facevano gli antichi egizi. Basta navigare su Facebook o cinguettare su Twitter e apparirà l’ashtag #worldcatday di contorno alle foto dei gatti dei nostri amici. E dal web si passa al mondo reale con una serie di manifestazioni in diverse città italiane in onore del gatto tra concorsi, conferenze e mostre.
Secondo le stime dell’osservatorio europeo Euromonitor del giugno 2014, i gatti in Italia sono circa 7,5 milioni, ovvero il 12% degli animali da compagnia (che sono in tutto circa 60 milioni). Lo studio “Animali in città”, condotto da Legambiente nel 2015, ha permesso di rilevare che Napoli è una delle città più “gattare” d’Italia con ben 1.242 colonie e 12.008 gatti. Ce ne sono di più solo a Roma e a Torino.
È dal 1990 che il 17 febbraio di ogni anno in Italia si celebra questa festa. A deciderlo è stato il risultato di un sondaggio lanciato sulla rivista Tuttogatto dalla giornalista Claudia Angeletti, che propose un referendum tra i lettori per stabilire il giorno da dedicare agli animaletti. La proposta vincitrice fu quella della signora Oriella Del Col che motivò la sua scelta per una serie di significati. Innanzitutto febbraio è il mese dell’Acquario, considerato il segno zodiacale degli spiriti liberi, proprio come i gatti. Il giorno 17, invece, è stato scelto per sfatare tutti i miti che hanno accompagnato la storia di questo felino. Tra l’altro, la fama del 17 deriva dall’anagramma del numero romano che da XVII si trasforma in VIXI cioè “sono vissuto”, quindi “sono morto”, ma in realtà il gatto è legato al detto di avere sette vite, quindi il 17 diventa “1 vita per 7 volte”.





