La letteratura può aiutare il turismo? Se lo chiede indirettamente il Guardian in un articolo pubblicato ieri, dove parla di una misteriosa autrice di cui si conosce solo lo pseudonimo, che sta contribuendo ad accendere l’interesse verso la città “più impegnativa” d’Italia, improvvisamente al centro di una forte ondata di turismo.
E il misterioso autore è Elena Ferrante, acclamatissima Oltremanica e prossima ad approdare in tv grazie a una serie lanciata dagli stessi produttori di Gomorra. La saga dell’Amica Geniale racconta le vicissitudini di due amiche, Elena e Lila, cresciute nei quartieri poveri della città, tra amore, ignoranza, violenza e un desiderio di riscatto sociale che anima entrambe, ma in maniera differente. Dopo la pubblicazione in lingua inglese, in Gran Bretagna come in America è esplosa la febbre Ferrante spiegano dalla casa editrice. Complice anche il fatto che in tutto il Vecchio Continente la letteratura popolare ormai è diventata un miraggio.
E la febbre Ferrante si è tradotta in un maggiore afflusso turistico verso Napoli, dove persino i quartieri poveri sono diventati attraenti per chi la città l’ha scoperta e l’ha amata grazie alla penna di Ferrante. Anzi, è proprio la tipica commistione di vecchio e nuovo, colto e popolare, raffinato e decadente, che fa di Napoli una delle poche città in cui un turista anglosassone può visitare finalmente qualcosa di nuovo. E dalle colonne del quotidiano inglese Fabio Petito, professore di Relazioni Internazionale all’università del Sussex, avverte: «C’è bisogno di tanta buona volontà per visitare Napoli, che è una delle città con il più alto livello di disoccupazione e di criminalità in Europa. Ma è anche uno dei pochi posti al mondo in cui puoi entrare in un poverissimo palazzo del XIV secolo e accanto trovare una chiesetta con appeso al muro un Caravaggio o un Tiziano».





