Basata su un innovativo gioco online utile a migliorare le capacità di negoziazione di studenti, professionisti e atleti, la piattaforma ENACT è stata selezionata dall’Agenzia europea per l’istruzione, gli audiovisivi e la cultura (EACEA) come il più valido progetto di ricerca nel settore della formazione (softskills) finanziato dall’Unione Europea. Sviluppata dal NAC – Laboratorio di Cognizione Naturale e Artificiale dell’Università Federico II di Napoli, in collaborazione con l’Università di Plymouth, la start-up Aidvanced srl, la Fondazione Mondo Digitale, il Ministero dello Sport della Turchia e la Fondazione Fundetec di Madrid, la piattaforma Enact verrà presentata il 3 dicembre a Berlino nell’ambito di OEB – ONLINE EDUCA BERLIN, la più importante conferenza internazionale sul supporto delle tecnologie alla formazione e all’apprendimento (ogni anno la conferenza accoglie nella capitale tedesca oltre 2.300 partecipanti provenienti da oltre 100 paesi per discutere del futuro dell’apprendimento).
Sistemi di intelligenza artificiale, innovative metodologie psicologiche e ambienti virtuali accessibili anche ai più piccoli fanno di Enact una pietra miliare nella recente ricerca sulla valutazione delle competenze individuali e interpersonali delle persone. Finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma “LLP – KA3 Multilateral projects”, ENACT (Enhancing Negotiation skills through on-line Assessment of Competencies and interactive mobile Training) punta a migliorare le abilità di comunicazione e negoziazione attraverso l’utilizzo di un avatar che, grazie a inediti modelli psicologici e algoritmi di intelligenza artificiale, riesce a interagire con l’utente collocandolo in uno scenario di negoziazione. L’utente dialoga con questo personaggio, scegliendo una tra quattro possibili risposte. Le risposte vengono poi utilizzate per valutare lo stile di negoziazione dell’utente.

Avviato nel gennaio del 2014, il progetto Enact vale 532.000 euro (di cui 400.000 finanziati dall’UE) e terminerà nel gennaio del 2016. Nei primi mesi di attività, i ricercatori hanno testato la piattaforma su numerosi target, tra cui studenti di scuola superiore, universitari, giovani coinvolti in formazione e partecipazione sportiva (Turchia) e managers SME (Spagna). «Questi metodi – afferma Davide Marocco, coordinatore del progetto – possono aprire le porte a forme di assessment accessibili a bambini o soggetti deboli, oltre ad essere un valido ed agile strumento per la formazione e la selezione del personale aziendale o nello svolgimento di prove psicoattitudinali».




