«Ma… non lo firma?», chiese la giovane. «La mia firma vale 1 milione di dollari». Realtà o leggenda, Picasso introdusse la firma nell’arte per fissare il prezzo dell’opera. Poi l’arte si fece sempre più concettuale, sempre più contemporanea, sempre più legata all’artista. Il nome (la firma) è tutto. Si può provare a ripartire da zero? A far esprimere l’arte prima ancora dell’artista? E, appassionati di wrestling, vi sentite orfani di Rey Mysterio? Più rapida di un colpo di Colt. Più in controtempo di un brano di Coltrane, con un richiamo a Marina Abramovich… The Art is present!
Oggi la chiesa di San Giuseppe delle Scalze (salita Pontecorvo 65 a Montesanto) apre le porte (non fatevi ingannare dalle impalcature) all’arte di…? Eh no, l’abbiamo detto… il nome dell’artista non conta, sono le 3 tele che parlano, esplorando la femminilità senza tabù… Un titolo evocativo, “Nav She Va-Va She”, che suona come vanishing, scomparsa.
Evocazioni, pensieri, sensazioni… il pubblico fruirà ciò che si trova davanti. Allo spettatore sentirsi protagonista o autore. L’arte esce dal “cubo bianco” delle gallerie e torna in un luogo atavico, un tempo culla privilegiata delle più alte manifestazioni della creatività: la chiesa. Se pensate che: “potevo farlo io”, a questo ritroverete la vostra fede nell’arte. Lui cmq di chiama Nicholas, ma perché la scelta di rinominarsi Rey Mysterio? Una passione per il wrestling? «È tutto un gioco, una finzione». Come il wrestling appunto. Ma la sua arte è reale, l’artista è reale… appuntamento a oggi pomeriggio alle 18.00.





