Di “grandi ritorni”, nella storia del Rock, ne contiamo parecchi; ma quello del 7 e 8 luglio 2016 all’anfiteatro romano di Pompei sembra esserlo sul serio. David Gilmour, storica chitarra dei Pink Floyd, tornerà (con un’altra band) nel luogo che lo vide protagonista assieme a Roger Waters, Nick Mason e Richard Wright nell’ottobre 1971, quando venne registrato il leggendario “Live at Pompeii” proprio qui, all’interno dei famosi Scavi vesuviani. Certo, sarà un grande ritorno per pochi: i biglietti in vendita saranno appena 2500, alla modica cifra di 300 Euro ognuno. Notizia che ha già fatto storcere il naso (per usare un eufemismo) a parecchi fan.

Basta farsi un giro sulla pagina Facebook “David Gimour Live at Pompeii 45 anni dopo” che subito si coglie il polso della situazione. «Gira voce che sta arrivando una navicella con 2000 extraterrestri che vogliono i biglietti», scrive ironicamente Francesco. Seguito a ruota da Peppe: «A questo prezzo e di questi tempi credo proprio me lo perderò. Speriamo che fuori agli Scavi ci sia posto e che ce la caveremo con 50 Euro posto marciapiede». Più “possibilista” Mauro: «Facendo conto che il biglietto per Waters con The Wall mi è costato tre volte meno… questo strappo alla regola si può fare, anche se è assurdo un costo del genere. Ma si campa una volta sola». E c’è anche chi, giustamente, rileva come «a Verona Gilmour costava meno della metà».
Insomma, quello di luglio sarà un grande evento sotto ogni punto di vista, anche economico. La scaletta non è stata ancora resa nota, ma c’è da giurare che Gilmour non si lascerà scappare l’occasione di rievocare quel magnifico live che ancora riecheggia fra le mura degli Scavi pompeiani. Da ciò che si apprende da scarne note del management, il concerto seguirà due “binari” separati, una sorta di primo e secondo tempo, che si inseriranno nel “Rattle That Lock World Tour” che l’artista inglese sta portando in giro per il mondo. Appuntamento (per i pochi fortunati) a quest’estate. D’altronde, come cantava qualcuno ai tempi del leggendario “Dark Side of the Moon”: «Money it’s a hit».





