Guadagnato, guadagnato. Il punto all’Artemio Franchi è stato conquistato al termine di una partita spettacolare, ricca di emozioni e di bel calcio. Due squadre che si sono affrontate a viso aperto, apertissimo. Noi venivamo da un mese, questo di febbraio, che ha messo a durissima prova la nostra ambizione di successo. I primi scricchiolii col Carpi, poi Torino, Villarreal, il Milan, la Fiorentina. Due punti in tre partite in campionato, e l’uscita dall’Europa League. Una serie di ganci al volto che han fatto barcollare una, due, tre volte il corpo del nostro campione dalla cintola azzurra. Ma non è crollato. Tre punti, chiamiamole riprese (per proseguire nel citazionismo pugilistico). Sono tre, e poteva essere maggiore il distacco dalla vecchia signora. Ringraziamo Donadoni, perché di stop, la Juve, non ne avrà molti altri. La conosciamo, la vediamo giocare, non speriamo in ulteriori regali. Cosa fare a questo punto?
Che motivazioni devono guidarci nei prossimi mesi? A marzo ci attendono Chievo e Genoa in casa, in mezzo la trasferta al Barbera di Palermo. A fine mese pausa nazionale. Parliamoci chiaro, un calendario facile. Per quanto quest’aggettivo possa aver senso, dobbiamo anche essere realisti. Perdere a Torino, pareggiare con questa bella Fiorentina, il pareggio casalingo contro la barricata rossonera, erano risultati che hanno avuto una “logica”, tenuta anche presente la stanchezza (e ripeto, più mentale che fisica) che il Napoli ha mostrato. Ma ora il Pipita è tornato a segnare, e siamo a quota venticinque, e da quel gol (anche se fortunoso) dobbiamo ripartire. Non abbiamo più l’Europa League a “distrarci” (e le virgolette sono per tutti i sapientoni che continuano a chiamarla coppetta, come se davvero il Napoli potesse vincere la Champions. Certe volte il male ce lo provochiamo, siamo degli esperti di sadismo noi tifosi azzurri), sono tre partite e dobbiamo fare nove punti.
Atalanta – Juve, Juve – Sassuolo, derby fuori casa. Ecco il calendario bianconero. A meno che il normal one Edy Reja non ci faccia lo stesso regalo da “ex” dell’allegro Roberto da Cisano Bergamasco, forse solo il derby della Mole potrebbe dare qualche sorpresa. Siamo obbligati a vincere, senza pesantezza mentale ma con la carica dovuta da questa fase di stagione. E se non vogliamo avere troppi occhi sul primo posto, dobbiamo comunque pensare a tener lontani Fiorentina e Roma dal secondo posto, valido per l’accesso ai gironi di Champions League.
Non dobbiamo vanificare questi mesi di rivoluzione sarriana. I restauratori ci attaccano da tutti i lati, dobbiamo tenere duro, respingere la “malacqua” e tenere ben spiegate le vele, approfittando di ogni refolo di vento per rimettere in navigazione la nostra barchetta. Non demordete, azzurri. Non demordiamo, tifosi. Tre punti, solo tre punti. Crediamoci ancora. Diamo un valore a questo fantastico campionato. Rendetelo, anzi rendiamolo eccezionale, indimenticabile. Possiamo ancora farcela. O almeno lottare fino alla fine. Senza resa. Senza paura. Senza rimpianti.





