La metà. O, cambiando punto di vista, il doppio. Le statistiche dicono che Juventus e Napoli si sono incontrate 152 volte, con 70 vittorie bianconere e 35 azzurre. La prima vittoria partenopea a Torino è datata 23 novembre 1930 (1-2), l’ultima 31 ottobre 2009 (2-3 in rimonta con doppietta di Hamsik e gol di Datolo); nel mezzo, troppe sconfitte e alcune imprese memorabili.
Sabato sera alle 20.45 allo JStadium andrà in scena la gara più attesa della stagione, quella che dalla Spagna hanno accostato al Clasico Barcellona-Real Madrid. Una partita, a detta di molti, da tripla, difficilmente pronosticabile per l’alto livello di entrambe le squadre e per le motivazioni che tutti i 22 metteranno in campo.
Il Napoli viene da otto vittorie di fila in campionato (record assoluto), filotto iniziato dopo il pareggio interno con la Roma; la Juve addirittura da 14 (anche qui è record), ma, nonostante l’incredibile striscia, si ritrova seconda. Il miglior attacco (53) e la seconda miglior difesa (19) contro la miglior difesa (15) ed il secondo miglior attacco (45): una sfida a suon di numeri, ma non solo. La solidità della Juventus contro l’organizzazione del Napoli, l’esperienza bianconera contro l’entusiasmo partenopeo, una rosa da 380 milioni contro una da 284 (dati Transfermarkt).
Gonzalo Higuain è il capocannoniere della Serie A, ha segnato 24 gol in 24 partite ed è in testa alla classifica provvisoria della Scarpa d’oro. Quello che impressiona non è solamente la media di un gol ogni match, ma anche il fatto che abbia segnato di destro (13), di sinistro (8), di testa (3) e che abbia realizzato entrambi i rigori calciati. Dybala è il primo degli inseguitori del Pipita, ma ha segnato poco più della metà dei gol: 13, tutti di sinistro. Probabilmente il futuro sarà suo (anche se Higuain vecchio non è), però ad oggi il paragone non regge.
I dati ci dicono che il Napoli segna più da fuori area rispetto alla Juve (14 reti a 7) e meno da distanza ravvicinata (10 a 12). Entrambe le squadre pressano mediamente quasi sulla linea di metà campo ed entrambe hanno un baricentro alto: solo la paura di perdere una grande occasione potrà, a tratti, snaturare il loro gioco.
I partenopei difendono più di reparto e meno con i singoli (da qui la crescita esponenziale di Koulibaly e, in parte, di Albiol) e a testimoniarlo ci sono anche i numeri dei fuorigioco avversari, ben tre a partita di media. I difensori di Allegri, che la tattica non la trascura, sono più forti individualmente; certo potrà pesare l’assenza di Chiellini, ma Bonucci e Barzagli offrono ottime garanzie.
Altra sfida nella sfida è quella tra i due numeri uno, entrambi autori di sole 39 parate (1.6 ogni gara). Pepe Reina ha ‘assaggiato’ Napoli dopo essersene innamorato anni fa, è andato via per conquistare traguardi importanti ed è poi tornato per provare a vincere in azzurro; Buffon non ha mai lasciato Torino, neanche in Serie B, e continua ad essere uno dei portieri più forti del mondo. Entrambi sono due leader dentro e fuori dal campo.
Opinioni, opinionisti, tecnici e tecnicismi. Nella lunga settimana (che, bisogna dirlo, sembra stia durando ben più di sette giorni) di vigilia si sono espressi tutti. I pronostici vanno dallo 0-0 al 2-0, dall’1-3 al 4-4. Qualcuno si aspetta una gara spettacolare, qualcun altro la immagina bloccata. La scaramanzia impone il silenzio. Sarà il campo a parlare.
