Sono Napoli, Venezia, Roma e Firenze le città in cui la difficoltà a sostenere i canoni di affitto troppo elevati risulta essere la prima causa di disdetta da parte dell’inquilino. E’ quanto rileva un’analisi condotta fra le sue 300 agenzie in Italia da Solo Affitti, franchising immobiliare specializzato nella locazione. Fra le grandi città italiane con i canoni più elevati, solo a Milano gli inquilini riescono meglio che altrove a far fronte ai canoni di locazione nonostante la crisi economica.
Secondo Solo Affitti, a livello nazionale, più di quattro volte su dieci (43,7%) sono di carattere strettamente abitativo le motivazioni che spingono gli inquilini alla disdetta del contratto d’affitto: la necessità di trovare una soluzione abitativa più economica, la ricerca di un immobile più spazioso o anche l’acquisto di una casa. In altri casi il contratto viene interrotto per situazioni di degrado dell’immobile o per conflittualità tra l’inquilino e altri soggetti (proprietario o vicini di casa).

Ma cosa accade dopo la disdetta del contratto d’affitto? Nella maggior parte dei casi (69%) l’inquilino continua a rivolgersi al mercato dell’affitto, vista l’assenza di valide alternative. Sono solo il 18% quelli che hanno lasciato l’affitto per acquistare una nuova casa. C’è infine chi viene ospitato da amici o parenti o chi è andato ad abitare in una casa sfruttando un comodato. «Questo fenomeno – afferma la Responsabile Comunicazione di Solo Affitti, Isabella Tulipano – è più comune a Napoli e, più in generale, in tutte le città del centro-sud, probabilmente per motivi di natura sociale e culturale improntati a un forte senso di appartenenza familiare e di sostegno reciproco nel momento della difficoltà».





