Si chiama Var e si legge Vuoto a Rendere. È il nuovo progetto di Loco for Drink, azienda campana leader nell’importazione e distribuzione di birra, che mira al recupero e al riutilizzo delle bottiglie della bionda bevanda. Si tratta di una pratica rispettosa dell’ambiente, che vuol essere anche una strategia commerciale a vantaggio del cliente. Il vuoto a rendere permette, infatti, il riutilizzo delle confezioni con un concreto risparmio economico: il vetro e il tappo non andranno dispersi in discarica, ma recuperati e riutilizzati. L’impatto ambientale è chiaro: una bottiglia di vetro, con il sistema del vuoto a rendere, può essere riutilizzata fino a 40 volte consentendo un risparmio energetico connesso alla produzione di bottiglie nuove.
«L’idea – spiega Fabio Ditto, General Manager di Loco for Drink – mi è venuta in Germania, dove il vuoto a rendere è legge dal 1992. I prodotti su cui lavoriamo sono tutte birre tedesche di altissima gamma che seguono il “Disciplinare della purezza”, l’editto bavarese del 1516 voluto dal Duca Guglielmo IV. Da qui la sfida di importare in Italia anche questa pratica virtuosa». Le birre su cui sarà testato il progetto Var sono la Hacker Pschorr e la Auerbrau, osservati del Disciplinare storico. Ma la sfida è quella di estendere il progetto a gran parte delle birre importate e distribuite da Loco for Drink.





