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emicrania

Ricercatori napoletani “fotografano” il cervello col mal di testa

Lo studio individua due forme diverse di emicrania. Ciò permetterà diagnosi corrette e terapie appropriate

Medicina 23 gennaio 16

di Redazione
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Una “fotografia” del cervello affetto da emicrania spiega molti segreti del comunissimo e fastidioso disturbo. L’immagine ha conquistato la copertina di febbraio di “Cephalalgia”, la più importante rivista scientifica internazionale del settore. Questi fotogrammi, ottenuti con la risonanza magnetica funzionale, mostrano come due forme apparentemente simili di emicrania, ovvero l’emicrania senza aura e l’emicrania con aura, siano caratterizzate da un particolare funzionamento delle aree cerebrali visive. Si tratta di uno studio di un gruppo di ricerca napoletano capitanato da Gioacchino Tedeschi, direttore della I Clinica Neurologica dell’Aou-Sun, e da Antonio Russo, coordinatore del Centro Cefalee della suddetta azienda ospedaliera.

Ma cos’è l’aura? Si tratta del disturbo visivo che si avverte quando si ha mal di testa. Essa non nasce dagli occhi, ma delle zone del cervello deputate alla vista. Può presentarsi come uno scintillio luminoso o al contrario come una macchia cieca nell’ambito del campo visivo e accompagna, più frequentemente precede, un attacco emicranico.

emicrania

In questo lavoro, il team napoletano ha analizzato con risonanza magnetica funzionale il cervello a riposo dei pazienti. «Quello che abbiamo visto – spiega all’Adnkronos Salute Antonio Russo – è che nei pazienti che soffrono di emicrania con aura quelle aree visive sono comunque attivate, anche a riposo e lontano dagli attacchi di mal di testa. Come se soffrire di emicrania con aura imprimesse una “orma digitale” al cervello del paziente, rendendolo riconoscibile rispetto a pazienti con emicrania senza aura». Ciò sta a significare che queste due forme non sono aspetti diversi della stessa malattia, ma malattie diverse, con ripercussioni sulla diagnosi e sulla terapia.

«Il nostro studio – spiega Gioacchino Tedeschi – conferma che l’aura emicranica è presente quanto vi è un’intensa attività dei neuroni, dapprima focalizzata nelle aree che controllano la visione e poi diffusa attraverso la corteccia cerebrale. Nel corso degli attacchi di emicrania con aura si verifica l’attivazione della corteccia visiva che resta attiva anche quando gli attacchi emicranici non sono presenti. Come una vera e propria “impronta”, quella che è stata appunto “fotografata”, che può distinguere i pazienti affetti da emicrania con aura rispetto ai pazienti con emicrania senza aura». Lo studio permetterà di evitare pellegrinaggi da diversi specialisti in attesa di una diagnosi corretta e di una terapia appropriata.

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