Pescava datteri di mare a Capri, nei pressi della Grotta Bianca: un sub è stato sorpreso dagli uomini della Capitaneria di Porto e dai Carabinieri che hanno anche individuato altri due complici a bordo di una barca di appoggio. Per loro foglio di via obbligatorio dall’isola azzurra per tre anni. Sequestrati 30 kg di datteri (subito rimessi in mare su disposizione della magistratura), bombole, martelli e picconi.

La pesca dei datteri di mare è un reato, stabilito dalla legge del 25 agosto 1988. La pena prevista per chi pesca, detiene e commercia datteri di mare prevede una multa elevata, ma anche l’arresto da un mese a un anno. Esiste un vero e proprio mercato nero di questi molluschi che può rendere dai 100 ai 300 euro al chilo. Un datteraio professionista riesce a raccogliere fino a 25 chili di datteri al giorno, provocando la desertificazione di 5 chilometri di costa ogni anno; un danno notevole se si considera che per completare la sua crescita un dattero di mare impiega fino a 80 anni. I ristoranti offrono sottobanco piatti a base di datteri ed il cliente, spesso incurante o inconsapevole, diventa complice di questo mercato illegale.





