Avrebbero ridotto sul lastrico numerosi commercianti del Casertano prestando soldi con tassi di usura fino al 15% mensile. È l’accusa mossa dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di due strozzini che in pochi anni hanno accumulato un enorme patrimonio illecito. Grazie anche alla collaborazione di una vittima, sono stati arrestati Mattia Cantone, 50enne di Pomigliano d’Arco, e Vincenzo D’Onofrio, 48enne di Acerra, e sequestrati decine di appartamenti, terreni, locali commerciali, auto di lusso e conti correnti per un valore che supera i 5 milioni di euro.

L’usura è aumentata in modo esponenziale nell’ultimo anno. Il fenomeno, provocato anzitutto dalla stretta creditizia attuata dalle banche, ha assunto dimensioni preoccupanti nel Mezzogiorno, cioè nelle aree dove c’è più disoccupazione, alti tassi di interesse, maggiori sofferenze bancarie, pochi sportelli e tanti protesti. E la Campania è la regione in cui la “penetrazione” dello strozzinaggio ha raggiunto i picchi maggiori: l’indice del rischio usura è pari a 155,1 (pari al 55,1% in più della media Italia).





