«Le mie condizioni di isolamento sono disumane». Lo ha detto il super boss Michele Zagaria, in video-conferenza con il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere dal carcere di Milano-Opera. Zagaria ha chiesto di rendere spontanee dichiarazioni nell’ambito del processo in cui, oltre al padrino, è imputato anche l’ex sindaco di Casapesenna, Fortunato Zagaria. Entrambi sono accusati di tentata violenza privata aggravata dal metodo mafioso ai danni di un altro ex primo cittadino di Casapesenna, Giovanni Zara.

L’ex primula rossa dei Casalesi, che ha passato parte della latitanza, durata 15 anni, tra tane e bunker di Casapesenna, ha lamentato l’estrema durezza del carcere duro che non gli permette «di incontrare nessuno».
Zagaria ha diritto di trascorrere un’ora di aria al giorno con un massimo di altri tre detenuti di minore pericolosità. Ma da un anno, gli altri carcerati si rifiutano di usufruire dell’ora d’aria impendendo, indirettamente, a Zagaria di beneficiarne. Il boss, quindi, non incontra altre persone, se non i suoi familiari ai quali è consentito di fargli visita una volta al mese.





