In Italia si fanno troppo cesarei e la Campania continua ad essere la regione in testa alla classifica. È il motivo principale che ha spinto il Ministero della Salute ad inserire la Campania al penultimo posto della classifica delle Regioni sull’erogazione dei Lea, i livelli essenziali di assistenza. La graduatoria provvisoria, contestata da alcune regioni, è stilata dando un punteggio per ciascuno dei 31 indicatori che misurano cose come la percentuale di parti cesarei, le vaccinazioni (troppo poche), l’assistenza domiciliare agli anziani (spesso inesistente) e le liste d’attesa (sempre più lunghe). Ma anche la prevenzione veterinaria e alimentare, la carenza di screening e la salute mentale.
La regione più virtuosa è la Toscana, seguita da Emilia Romagna e Piemonte. In fondo alla classifica ci sono la Calabria, la Campania e la Puglia, che, insieme ad Abruzzo, Lazio, Molise e Piemonte, hanno sottoscritto il Piano di rientro dove, pur rilevando un progressivo miglioramento per quanto riguarda la riorganizzazione del sistema informativo e delle reti assistenziali, «persistono significative inadempienze, come la riorganizzazione dei punti nascita, le cure palliative, la prevenzione e la riorganizzazione della rete dei laboratori».





