Una chiesa che riprende la sua antica vocazione: essere ricovero per i poveri, i meno abbienti, coloro che non possono permettersi cure costose o esami nei centri privati. Qui, a due passi dall’ex Ospedale della Pace, che pure accoglieva gli indigenti nel suo lazzaretto, in via dei Tribunali, uno dei tre Decumani della Napoli antica. Siamo a due passi da Castel Capuano, nella chiesa di San Tommaso a Capuana, dove grazie all’Associazione Sisto Riario Sforza e alla Fondazione di Comunità del Centro Storico, col finanziamento dell’Istituto Banco di Napoli-Fondazione, è stato aperto il primo ambulatorio medico del capoluogo campano tutto dedicato a chi non può permettersi di spendere centinaia di euro per un esame diagnostico. Costo totale dell’operazione: 60mila euro, con i quali aiutare i più bisognosi.
Evenienza ancor più urgente, se si pensa che in Campania il budget sanitario per l’assistenza medica diretta è terminato, quest’anno, tra luglio, agosto e settembre, lasciando che fino a dicembre 2015 milioni di persone paghino per intero cifre astronomiche per effettuare un esame medico di qualunque tipo. Un’idea, quella dell’ambulatorio, nata qualche anno fa e concretizzata ora con l’acquisto di una macchina per l’elettrocardiogramma, un ecografo e, soprattutto, un defibrillatore (unica struttura in zona a disporne). La chiesa di San Tommaso a Capuana è stata completamente ristrutturata e riattata per accogliere non solo gli indigenti e i pazienti, ma anche, come ci spiega il presidente dell’Associazione Riario Sforza, professor Modestino Caso: «Eventi benefici, presentazione di libri, incontri culturali. Insomma: uno spazio restituito in tutto e per tutto alla cittadinanza».
All’iniziativa hanno aderito già, in maniera del tutto volontaria, circa 30 professionisti di ogni ordine e grado, dagli specialisti di cardiologia e radiologia, ai medici ospedalieri. Nei casi più gravi i pazienti saranno trasferiti direttamente in ospedale, sempre gratuitamente, senza alcun costo che gravi sulle loro finanze. Gli orari di apertura, in questi primi mesi, saranno dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20, quando anche la chiesa resterà aperta per sbrigare tutte le attività di segreteria. C’è da aspettarsi, infatti, tantissime richieste, visto l’alto numero demografico degli abitanti campani (non solo napoletani) e tutti coloro che non possono permettersi di spendere fino a 500 euro per un’ecografia.
(ha collaborato Francesca Saveria Cimmino)





