Il suo obiettivo è promuovere e preservare la cultura attraverso internet. È il Google Cultural Institute, che porta l’arte online, rendendola accessibile agli utenti in qualsiasi parte del mondo. Adesso il colosso di Cupertino si apre anche alle Arti dello Spettacolo con un nuovo spazio virtuale accessibile su g.co/performingarts, realizzato in collaborazione con più di 60 istituzioni culturali di tutto il mondo per oltre 100 storie interattive e un totale di 8.000 contenuti tra foto, video e altri documenti. Un’esperienza digitale unica che renderà possibile visitare il teatro che Stendhal definì «un colpo di stato» per la sua imperiale bellezza: il San Carlo di Napoli.
La sezione del Google Cultural Institute dedicata al Teatro di San Carlo e MeMUS (Museo e Archivio Storico del Teatro di San Carlo) raccoglierà più di 100 immagini dell’archivio storico e una mappatura di immagini Street View che permetteranno al visitatore di scoprire gli interni del Teatro e di MeMUS a 360 gradi. Infine, grazie a una ricca mostra digitale (Verdi al San Carlo), la storia del massimo prende vita sulla piattaforma di Google Cultural Institute. L’Archivio Storico del teatro conserva un fondo di bozzetti e figurini di allestimenti verdiani che partono dal 1944, con una storica “Aida” firmata dallo scenografo e costumista Cesare Maria Cristini, cui seguono quello di Roberto Scielzo (1950) ed un terzo ancora di Cristini (1969), che fu responsabile degli allestimenti scenici del teatro, firmando numerose produzioni fino agli anni ‘60: tra queste, “Giovanna d’Arco” (1951), “Il Trovatore” (1968), “Un ballo in maschera” (1972). L’estroso Attilio Colonnello mette in scena “Luisa Miller” nel 1963. Ancora pittorica è “La Forza del destino” di Nicola Benois (1973), e così il “Falstaff” di Georges Wakhévitch (1974), che non venne realizzato, mentre al suo posto inaugurava la stagione lirica 1974-1975 il “Falstaff” di Cesare Maria Cristini.

Tutti i progetti del Google Cultural Institute sono frutto di collaborazioni strette con importanti partner: musei, fondazioni, siti di interesse culturale, archivi e altre istituzioni che gestiscono i contenuti di cui sono proprietari all’interno delle piattaforme tecnologiche messe a disposizione da Google. Oltre al San Carlo, la lista comprende altri palcoscenici iconici come il Carnegie Hall, la Filarmonica di Berlino, l’Opera Garnier di Parigi, l’Opera di Roma, la Pergola di Firenze e il Museo del Violino di Cremona.





