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sabato 20 feb 2016 aggiornato alle 12:20

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Caravaggio da Napoli a Roma? Scoppia la polemica: «Opera inamovibile»

“Le sette opere di Misericordia”, capolavoro del Merisi custodito al Pio Monte della Misericordia, dovrebbe essere spostato in prestito al Quirinale per una mostra di un mese. Ma le associazioni protestano: «Idea senza senso: quell’opera è parte integrante della Cappella»

Il capolavoro di Caravaggio da Napoli a Roma. La notizia non è ancora confermata, ma pare che tutto sia pronto per trasferire in prestito “Le sette opere di Misericordia” da via Tribunali al Quirinale per una mostra della durata di un mese (15 giugno – 15 luglio). La Fondazione Pio Monte della Misericordia si esprimerà a giorni sul prestito richiesto dalla Presidenza della Repubblica, riguardo il quale la Sovrintendenza di Napoli ha già fatto sapere di non essere «pregiudizievolmente contraria». La decisione finale spetterà comunque al Pio Monte, che risulta essere formalmente (e concretamente) proprietario dell’opera.

Caravaggio-Pio Monte della Misericordia

Nell’attesa si levano le voci di protesta da parte di associazioni e intellettuali. La prima a esprimere la propria contrarietà è stata Italia Nostra, che in una missiva spedita al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha ricordato il «vincolo di inamovibilità» cui è sottoposta l’opera a partire dal 1612. Vincolo che fu sancito, poco dopo la morte del Caravaggio, dallo stesso Pio Monte. Il presidente della sezione napoletana dell’associazione, Guido Donatone, arriva addirittura a paventare «una sollevazione cittadina» nel caso “Le sette opere” vengano spostate dalla collocazione partenopea. Lo storico dell’arte e docente universitario Tomaso Montanari, dalle pagine del Corriere del Mezzogiorno, ricorda invece che all’epoca di Francesco Rutelli ministro ai Beni Culturali, «fu stilata una lista di opere inamovibili. Lista che poi è sparita. Una di queste opere è proprio quella del Caravaggio, conservata sull’Altare Maggiore di una Cappella realizzata in sua funzione». L’idea di Montanari, sostanzialmente simile a quella di Italia Nostra, è che la tela del Merisi è parte integrante di quella Cappella dove è collocata. Estrapolarla dal contesto significherebbe snaturarla, un po’ come mettere il Colosseo sul Tower Bridge di Londra o la Torre Eiffel nel bel mezzo dei Fori Imperiali.

Il comitato di Portosalvo, con il presidente Antonio Pariante, si spinge ancora più in là e chiede le dimissioni del sovrintendente Luciano Garella: «Difendiamo il meglio e cacciamo il peggio – dichiara Pariante – esprimiamo il nostro dissenso a questa ipotesi e chiediamo il trasferimento del sovrintendente della città di Napoli per la palese violazione dei vincoli di inamovibilità sanciti dal Governo del Pio Monte della Misericordia». Garella, in un’intervista rilasciata sempre al CorMezz, aveva parlato di «opportunità per Napoli» e di «occasione di visibilità». Ma l’idea dei comitati che si oppongono al prestito è del tutto contraria: vengano i turisti da Caravaggio, non vada Caravaggio dai turisti.

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