Napoli e provincia escluse dal disciplinare del Consorzio Tutela Mozzarella di Bufala Campana. Qui non viene riconosciuta la produzione del pregiato latticino. Una questione che vede diviso anche Palazzo San Giacomo dove su Radio Club 91 si sono fronteggiati gli assessori Enrico Panini e Nino Daniele.

Per l’assessore alle attività produttive Panini, «il limite del disciplinare va superato al più presto. Le aziende napoletane che producono mozzarella utilizzando latte di bufala devono rientrare nell’albo dei produttori previsto dal consorzio di bufala campana».
«È difficile che a Napoli si possa produrre la mozzarella di bufala per via delle caratteristiche del territorio urbano – controbatte l’assessore alla cultura Daniele – La città, piuttosto, deve essere la scena fondamentale nella promozione delle filiere. Napoli è un grande capoluogo della nostra regione e stiamo lavorando per superare qualsiasi antitesi».
E in effetti la ristorazione va a braccetto col turismo, come spiega lo stesso Panini: «Il cibo è legato ad un patto etico tra i produttori e i consumatori, ad una serie di valori che sono quelli identitari di Napoli e che definiscono come dentro al mercato ci si può identificare in modo anche più qualificato, rafforzando la città e il turismo e collocando i nostri prodotti nel mondo. Usciremo dalla crisi con lo sviluppo della ristorazione e il settore eno-gastronomico e con sgravi sull’occupazione di suoli e altri provvedimenti simili».





