Un incontro tra archeologia, enologia e medicina, con relazioni e tavole rotonde. È l’iniziativa Il Vino del Tuffatore – Archeologia e dieta mediterranea, che si terrà il 20 e il 21 novembre al Museo del Parco Archeologico di Paestum. Venerdì saranno organizzati una serie di convegni e si degusteranno vini di aziende della Campania, in particolare salernitane, ma anche della Sicilia, della Toscana e della Puglia. «Chi viene – spiega il direttore del Parco Gabriel Zuchtriegel – potrà contemplare le lastre dipinte del V secolo a.C. dalla Tomba del Tuffatore, con rappresentazioni di un simposio greco, con un calice di vino in mano, vis à vis con i banchettanti antichi».
Quindici le aziende vitivinicole che concorrono al Premio il Vino del Tuffatore. Un comitato di esperti sceglierà il vino che comprende in sé qualità enologica (in termini di analisi organolettica), versatilità gastronomica (intesa come capacità di abbinamento ai piatti della dieta mediterranea) e proiezione internazionale (ossia lo spirito di proporsi come un vino di radici mediterranee, ma capace di parlare al mondo intero). Il vincitore sarà premiato nella serata di venerdì.
La mattinata di sabato si aprirà con la visita guidata dal direttore del Parco Zuchtriegel all’Area Archeologica di Paestum, seguito dal laboratorio dedicato all’Analisi organolettica del formaggio (a cura dell’ONAF Campania) e da quello dedicato all’Analisi organolettica del vino (a cura dell’AIS Campania).





