«Camminando per Salerno e vedendo le “Luci d’Artista” mi sono domandato perché nessuno avesse pensato di fare un film utilizzando quell’atmosfera. E poi mi sono detto: “Perché non lo fai tu?”». Maurizio Casagrande, regista di “Babbo Natale non viene da Nord” incontra la stampa con il cast della sua commedia. Subito dopo aggiunge: «Ho scelto Salerno perché a Napoli è stato fatto tanto. La piacevolezza del film è stata la partecipazione di una grande folla di gente durante le riprese». La pellicola, costata un abbondante milione e centomila euro, è in uscita da oggi in 100 sale nazionali (39 in Campania) ed è distribuita da Draka Distribution di Corrado Azzollini. Tra i protagonisti c’è Giampaolo Morelli, sempre più sulla cresta dell’onda sia in Tv, dietro gli occhiali scuri dell’ispettore Coliandro, che al cinema, parodiando i neomelodici in “Song ‘e Napule”.
Come ti sei trovato a interpretare il ruolo di padre Tommaso?
Beh, è stato particolare, piuttosto insolito. Di questo prete quello che mi ha convinto subito è stato il lato umano. Il bello di essere attore è proprio la possibilità di passare dal poliziotto al prete.
Se “Babbo Natale non viene da Nord” da dove viene?
Come spiega il film, non si sa da dove venga Babbo Natale. L’augurio è che sia dentro di noi.
Ci racconti la tua esperienza con Casagrande?
Lavorare con Maurizio è stato un sogno, un grande piacere e un passo importante nella mia carriera.
Ritieni che il napoletano possa essere limitante nei film?
No, non lo è. Anzi, è un valore aggiunto.
A Natale ti travestirai da Babbo Natale?
No, Babbo Natale a casa mia arriva quando tutti dormono…
Per molti napoletani i regali più belli sono i gol di Higuain e Insigne…
Sono contento se vince il Napoli ma non posso definirmi tifoso…. Ormai essere tifosi è quasi una “malattia”!





