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sabato 12 dic 2015 aggiornato alle 20:30

«Caro Luca»: l’ultimo saluto di Luigi De Filippo

Riportiamo la lettera che il figlio di Peppino ha pubblicato su Facebook in ricordo del cugino Luca: «Ci hanno sempre unito l’affetto e la stima reciproca, ma soprattutto ci ha unito l’orgoglio di essere napoletani e chiamarci De Filippo»

Caro Luca,
durante questi ultimi anni, dopo la scomparsa di tuo padre, ci siamo frequentati un po’ più spesso.
Ci ha uniti la volontà e il piacere di proporre in scena, con tanto coraggio, sacrifici e fatiche, un Teatro di grande tradizione umoristica.
Così come ci hanno insegnato i nostri Maestri.
Teatro vuol dire raccontare la lotta quotidiana che fa l’uomo per dare un senso alla propria esistenza. E noi due così abbiamo fatto. Raccontare ai giovani il nostro teatro come fatto sociale e perché imparino e si preparino al futuro.
Un popolo che non conosce il proprio passato non ha futuro.
Parte del pubblico avrebbe voluto che noi due, qualche volta, recitassimo assieme. Non lo abbiamo fatto perché rievocare sul palcoscenico il fantasma di Eduardo e Peppino, grandissimi, non avrebbe avuto senso.

Palazzo del Quirinale, 23 novembre 2004: l'allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi consegna le onorificenze di Grande Ufficiale a Luca e Luigi De Filippo, nel corso della cerimonia di consegna dei Premi Vittorio De Sica
Palazzo del Quirinale, 23 novembre 2004: l’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi consegna le onorificenze di Grande Ufficiale a Luca e Luigi De Filippo, nel corso della cerimonia di consegna dei Premi Vittorio De Sica

Lo abbiamo fatto separatamente proponendo così al pubblico la nostra personalità, senza imitare nessuno.
Ricordo quando qualche anno fa fummo ricevuti assieme al Quirinale dal Presidente della Repubblica, per essere premiati per il nostro impegno e il nostro lavoro in Teatro.
Quando il Presidente Ciampi ci chiamò accanto a lui ti dissi sottovoce: «Ma tutto questo te lo aspettavi?». E tu mi rispondesti: «Sì, me lo aspettavo, perché noi ce lo meritiamo».
Caro Luca, io so che ci hanno sempre unito l’affetto e la stima reciproca, ma soprattutto ci ha unito l’orgoglio di essere napoletani e chiamarci De Filippo.
Da oggi in poi quando dal palcoscenico ringrazierò il pubblico che mi applaude ti sentirò accanto a me perché tu sei parte di me.

Luigi

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