Gli antichi pensavano che sul lago d’Averno si trovassero le porte del regno di Ade. Virgilio sembra sia sepolto a Napoli, accanto a Leopardi. E nelle viscere di Partenope, arriva l’Inferno di Dante. Dalle grotte di Pertosa ai cortili dei più bei borghi d’Italia, la prima cantica del Sommo Poeta giunge al Museo del Sottosuolo (piazza Cavour 140). Tutti i weekend, da sabato 26 settembre a domenica 3 gennaio (prenotazione obbligatoria).
Lo spettacolo di Domenico Maria Corrado è collaudatissimo, con oltre 800mila spettatori in tanti anni di repliche. Perfetto anche per il turismo didattico «un Dante che, raccontato così, lo farebbe amare anche ai ragazzi a scuola», come ebbe a dire un insegnante dopo la visione. Per i turisti sono previsti speciali pacchetti “week end con Dante” che comprendono cena, pernottamento e spettacolo.
L’offerta del Museo è completata dall’Eneide di Virgilio (a novembre e marzo al Teatro Delle Palme) e dalle “Favole sottoterra”, spettacolo di e con Massimo Andrei (da novembre), già intenzionato a scrivere sulla “dolicopola”, uno strano animale, un po’ ragno e un po’ grillo, che vive nelle cavità di Napoli. «L’idea di questa bestia che zompa già stimola la mia fantasia» svela l’autore.
Il sottosuolo di Partenope conta circa 900 cavità, alcune ancora da esplorare, nel proseguo dell’opera cominciata da Clemente Esposito e proseguita attualmente da Luca Cuttitta. Perché la Napoli sotterranea si estende oltre i luoghi già più che noti a turisti e cittadini.





