«Abbiamo scritto questa canzone perché tutti noi siamo parte integrante della Terra dei Fuochi». A parlare è Florian Guglietta, tastierista e flautista della Briganti Band, complesso folk formato da ben 12 componenti. Il brano in questione è “Nerofumo”, un pezzo che vuole dare una speranza alla gente che sopravvive in una zona martoriata da anni e che è costretta a fare i conti con le morti e l’apatia sociale. «Non vogliamo né speculare su questo tema né essere dei paladini – sottolinea Guglietta – Ma vogliamo far conoscere la questione a chi ancora la ignora». Sì perché, nonostante la Terra dei Fuochi abbia avuto una potenza mediatica fortissima, in quell’area si continuano ad appiccare roghi tossici e a sotterrare rifiuti pericolosi. E leucemie e tumori si moltiplicano. «Abbiamo raccontato – spiega l’artista – la storia di una ragazza di queste zone che all’improvviso si ritrova a vivere un incubo mentre cittadini ed istituzioni restano inermi».
Il videoclip, nato da una collaborazione tra Briganti Band, Comitato Don Peppe Diana e ItalianWorldMusic, mostra una giovane che cammina con una maschera antigas tra le campagne aversane. Sembra la protagonista di un apocalittico film futurista dove la rassegnazione regna sovrana. Eppure la speranza è forte sia nel testo che nella musica: «Abbiamo voluto creare un ritornello orecchiabile proprio per lanciare un messaggio positivo – ci racconta Guglietta – Bisogna dare sicurezza e non abbattersi. E la musica è uno dei linguaggi più diretti per arrivare alla gente».





