Perdere così fa male. Alla classifica, al morale. Ma da questa sconfitta bisogna ripartire. L’1-0 di Torino deve restare un incidente di percorso per una squadra che ha dimostrato di non essere lassù per caso.
Il Napoli parte aggressivo, ma dura poco. Poche occasioni da entrambe le parti fino al minuto 15, poi sale in cattedra il possesso (e il pressing) bianconero che non porta occasioni clamorose. La palla gol più nitida arriva da un perfetto cross di Hysaj dalla trequarti: la sfera è per la testa di Higuain, ma Bonucci salva miracolosamente in acrobazia.
Il 4-4-2 messo in campo da Allegri chiude le linee di passaggio agli azzurri che, nonostante provino a non snaturare il proprio gioco, fanno fatica a creare superiorità numerica e soffrono le accelerazioni di Cuadrado e Pogba (schierato esterno a centrocampo, ma con licenza di accentrarsi).

La ripresa, se è possibile, appare ancora più bloccata rispetto alla prima frazione, con le due squadre molto attente a non scoprirsi. In fase di non possesso sia la Juventus che il Napoli schierano tutti gli effettivi dietro la linea del pallone con l’ovvia conseguenza di intasare gli spazi e tutti i possibili sbocchi per le azioni offensive.
Gli uomini di Sarri non riescono ad essere incisivi, con Higuain molto isolato per il necessario ripiegamento difensivo dei suoi compagni di reparto. A centrocampo brilla solo Allan, in entrambe le fasi. I bianconeri non creano grossi pericoli, ma allo scadere trovano il gol vittoria con un tiro di Zaza (deviato da Albiol) che beffa Reina e tutto il Napoli.
Nella serata più importante gli azzurri subiscono una sconfitta immeritata. La paura di vincere aveva inchiodato il risultato sullo 0-0 fino al minuto numero 88, ma poi, come spesso accade, è bastato un episodio per archiviare il match dello Stadium. La Juventus scavalca i partenopei in testa alla classifica portandosi a più uno. Ma alla fine del campionato mancano troppe partite per abbandonare il sogno. Ora bisogna ripartire. Subito.





