Un matrimonio scintillante con pioggia di petali, processione di scooter e neomelodici d’alto rango. È il 9 novembre 2010 e a sposarsi è la figlia di Marco Mariano, boss dell’omonimo clan dei Quartieri Spagnoli. La giovane sfila con il suo abito bianco per le stradine strette che sbucano a via Toledo per giungere nella chiesa di piazza Trieste e Trento. È qui che vengono celebrate le nozze dell’anno per molti residenti della zona, che dai balconi salutano il temuto padrino. E dopo la messa, gli invitati si spostano a Pozzuoli per una festa al ristorante Villa delle Ninfe. È l’estratto di un’informativa dei carabinieri, nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’arresto di 42 presunti affiliati al clan Mariano-Trongone.

Una festa dove nulla è lasciato al caso. Gli invitati, e soprattutto gli sposi, devono gustare i piatti del catering e rilassarsi ascoltando la musica live. E ad esibirsi sono personaggi ben noti al mondo dello spettacolo. Su tutti Sal Da Vinci. Proprio lui, il prete anticamorra del musical “Scugnizzi”. E poi ci sono artisti molto richiesti nella scena locale, come Mauro Nardi, Francesco Merola e Tony Colombo. Nessuno degli artisti è indagato, ma la loro presenza fa capire il potere raggiunto in quel periodo dal boss.
L’informativa, poi, si sofferma su alcuni particolari. Francesco Merola, figlio del defunto Mario Merola, avrebbe ringraziato la famiglia Mariano per l’invito al matrimonio, ricordando quanto gli aveva riferito il padre a proposito del legame di amicizia e di stima per Ciro Mariano (il famigerato “picuozzo”, fratello di Marco, da tempo detenuto). Tony Colombo, invece, a microfono aperto ricorda che la sua esibizione è un regalo da parte dei fratelli Salvatore e Fabio Mariano alla cugina novella sposa.





