«Non è possibile che in tutte le zone della nostra città ci siano aggressioni fasciste». Al microfono, i ragazzi del liceo Pansini e del Ex-Opg Occupato “Je so’ pazzo”, commentano la notizia di Asia, la giovane studentessa di 17 anni aggredita da quattro uomini – probabilmente tutti riconducibili all’organizzazione politica Casapound – armati di un coltello. La ragazza aveva, nei giorni precedenti, partecipato a una iniziativa di riqualificazione ambientale nei giardini dinanzi il liceo Pansini, durante la quale «alcuni striscioni inneggianti all’odio e al razzismo» (come scrivono i comitati), affissi dalla stessa Casapound, erano stati rimossi. Asia è una ragazza mingherlina, minuta ma forte. Parla al microfono e invita a reagire, a non fermarsi. Sono tanti gli studenti in piazza, increduli, costernati, arrabbiati.

Parlano di azione politica i manifestanti, di vile attacco. «Vile attacco da cani che è arrivato a una sola persona ma riguarda tutti noi. Noi siamo studenti che non si sentono sicuri nelle loro stesse strade: questo è inammissibile. Sono dei cani, degli sciacalli, gente che fomenta odio. Questo è inammissibile. Sono andati oltre ogni misura. Sono fascisti, sono sessisti. Questa è un’aggressione politica che nasce da motivi politici».
In piazza Quattro Giornate anche Mario Coppeto e Luigi Felaco della V Municipalità. «È un fatto gravissimo – sostengono il presidente e il consigliere – una vile azione di stampo fascista e sessista volta a traumatizzare una giovane donna. Sono anni che denunciamo la pericolosità di tali personaggi portatori di una cultura violenta e violenti loro stessi, pertanto auspichiamo che quanto prima soggetti del genere siano assicurati alla giustizia». La manifestazione si è svolta nella “storica” piazza Quattro Giornate, non casualmente. Resistenza storica e culturale accompagnano la lotta dei manifestanti e di chi crede e spera in una città più solidale e sicura. «La città di Napoli, medaglia d’oro alla Resistenza, deve mobilitarsi esprimendo anzitutto una forte solidarietà alla studentessa aggredita, rimarcando i valori antifascisti che sono alla base della nostra convivenza civile. Bisogna reagire con la mobilitazione popolare».
Dopo la denuncia degli studenti e dei comitati, arriva la risposta di Casapound, che rigetta tutte le accuse: «Apprendiamo, ancora una volta, che, privi di contenuti politici ed in cerca di una spicciola visibilità, i compagni dell’ “Ex Opg – je so’ pazzo” hanno diffuso un comunicato stampa in cui accusano CasaPound Italia di aver compiuto una aggressione ai danni di una studentessa di 17 anni, ieri sera nel quartiere Vomero. Non è nostra prassi – continua l’associazione – consumare aggressioni, diurne o notturne che siano e tanto meno ci interessa seguire le orme di chi, alla ricerca disperata di una visibilità che non ha, rivolge accuse false ed infamanti contro i propri avversari politici». «La sicurezza dei cittadini, o in questo caso l’insicurezza – prosegue – non è di certo riconducibile alla presenza sul territorio dei nostri militanti, quanto piuttosto all’incapacità di gestione dell’ordine pubblico del sindaco de Magistris e del Prefetto, occupati in una perenne ed infruttuosa campagna elettorale. Non siamo quindi disposti a restare inermi ed a subire calunnie gravissime ed infamanti da parte di chi non ha più alcuna reale battaglia politica da condurre. Adiremo pertanto le vie legali contro chiunque abbia infamato e calunniato il nostro movimento, menzionando addirittura una molestia sessuale, e sporgeremo denuncia contro chi ha inventato la nostra partecipazione ad un simile episodio».





