È uno dei mari più famosi del mondo, quello della costiera amalfitana, ma sotto l’acqua si sversano i liquami. La procura di Salerno ha sequestrato gli impianti di depurazione di Amalfi e Praiano. Si tratta di un impianto di trattamento dei reflui urbani situato in località Cieco di Amalfi e la stazione di sollevamento in località Porto di Amalfi e gli impianti di trattamento dei reflui urbani del comune di Praiano, in località Vettica Maggiore e via Roma. Sedici le persone indagate, tra cui il legale rappresentante, il personale tecnico e gli amministratori delle società di gestione dei due depuratori della Ausino spa.
«Scaricare liquami nel mare della “divina” costiera è una vera offesa alla bellezza di quei luoghi che rappresentano il valore aggiunto per l’economia turistica della Regione», dichiara Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania, il quale sottolinea che «sul fronte della depurazione nei confronti dell’Italia grava una procedura e in Campania risultano 108 su 151 gli agglomerati cui viene contestata la non conformità ai dettami della direttiva comunitaria sulla depurazione. Inadeguatezza che, secondo i calcoli del Governo, comporterebbe, a partire dal 2016 e fino al completamento degli interventi di adeguamento richiesti, una multa di 21 milioni di euro all’anno»





