Festini con le soubrette più gettonate e matrimoni con i cantanti più amati. I boss di Scampia potevano permetterselo e schiaffarlo in faccia ai loro adepti e agli avversari. Anche questo è il segno del potere della camorra. Ospitare a un party il vip tanto desiderato è un’autocelebrazione che nel mondo criminale ha un gran peso. A sottolinearlo sono sei collaboratori di giustizia, i cui verbali sono stati depositati oggi agli atti dell’inchiesta sulle ramificazioni del clan degli “Scissionisti” Amato-Pagano.
Al centro della vicenda c’è Raffaele Stanchi, detto Lello Bastone, gestore delle piazze di spaccio di Scampia. Il 9 gennaio 2012, Stanchi e il suo autista, dopo essere stati sequestrati e torturati, vengono uccisi: viene rinvenuto il cadavere carbonizzato del boss con la mano destra tagliata. Ma per i pentiti Lello Bastone è anche un frequentatore del mondo dello spettacolo e amico del regista di “Gomorra”, Matteo Garrone, al punto che senza il suo aiuto «non sarebbe stato facile girare il film a Scampia». È quanto afferma il pentito Biagio Esposito, che ricorda che Stanchi gli aveva proposto «di andare con lui ai “Raccomandati”», una trasmissione televisiva condotta da Pupo e da Valeria Marini, dove avrebbe avuto la possibilità di «entrare nel pubblico senza pagare sempre tramite Garrone». Il pentito, però, spiega di aver rifiutato «per non essere ripreso dalle telecamere». E, sempre grazie a Garrone, Valeria Marini, che registrava la trasmissione a Napoli, sarebbe andata a trovare in ospedale il padre gravemente malato di Stanchi. «Tramite il regista – riferisce Esposito – poteva arrivare a Milano da una persona per conoscere donne vip e dello spettacolo».
Notizia che arrivò all’orecchio di Cesare Pagano, uno dei capi degli Scissionisti, il quale chiese se era possibile organizzare una serata con Belen Rodriguez perché voleva fare un regalo a un narcotrafficante del gruppo. Stanchi salì a Milano, ma ritornò solo «con un album fotografico con sei-sette foto di donne dello spettacolo. Anche il pentito Luca Menna lo ricorda: «Stanchi disse che la persona di Milano gli aveva detto che bisognava organizzare una festa in una villa a cui avrebbero partecipato le ragazze che noi avremmo scelto dal book fotografico. Le ragazze sarebbero state pagate dai 10mila ai 20mila euro per una serata». La festa non fu mai organizzata. Un altro collaboratore, Carmine Cerrato, sostiene che Fabrizio Corona partecipò «alla festa di 18 anni della figlia di Elio Amato. Mia moglie mi disse che in quell’occasione Corona fece uno spogliarello».
Tutte le persone coinvolte nella vicenda smentiscono categoricamente ogni rapporto con esponenti della camorra e rivendicano la propria estraneità rispetto all’esistenza di un book fotografico con donne messe in vendita al miglior offerente.





