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martedì 17 nov 2015 aggiornato alle 12:20

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Terrorismo, a processo la jihadista napoletana Fatima

La donna latitante si trova in Siria insieme al marito dopo aver abbracciato la causa dell’Isis

La Procura di Milano ha chiesto il processo per Maria Giulia Sergio alias Fatima Zahra, la jihadista di Torre del Greco. Rinvio a giudizio anche per la sorella Marianna, per suo padre Sergio e per altre nove persone coinvolte in un’inchiesta del pool anti-terrorismo. Fatima, attualmente latitante, si trova in Siria con il marito albanese Aldo Kozubi e con la sorella 19enne dell’uomo, Serjola. I tre si sono trasferiti dopo aver abbracciato la causa dell’Islam radicale. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere con finalità di terrorismo e di organizzazione del viaggio per finalità di terrorismo.

La trasformazione di maria Giulia Sergio in Fatima Zahra
La trasformazione di Maria Giulia Sergio in Fatima Zahra

Maria Giulia Sergio, 28 anni, è nata a Torre del Greco, ma diversi anni fa si è trasferita insieme alla famiglia a Inzago, in provincia di Milano. Di famiglia cattolica, si è convertita all’Islam dopo avere incontrato il suo primo marito, un marocchino da cui poi ha divorziato. Nel settembre del 2014 si è risposata con l’albanese Aldo Kobuzi in una moschea di Treviglio, in provincia di Bergamo. Poco dopo i due sono andati in Siria per unirsi all’Isis dove nel febbraio 2015 la Sergio è stata addestrata per diventare una combattente, mentre continuava a mantenere conversazioni regolari con i familiari. Nelle intercettazioni, Maria Giulia dice che va tagliata la testa a chi nega il jihad e che è necessario vivere sotto la sharìa, la legge islamica, e non la democrazia. Inoltre, accusa i suoi familiari di lavorare per i miscredenti, che definisce “animali”, e dice che la hijra, il pellegrinaggio, è obbligatoria.

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