La Procura di Milano ha chiesto il processo per Maria Giulia Sergio alias Fatima Zahra, la jihadista di Torre del Greco. Rinvio a giudizio anche per la sorella Marianna, per suo padre Sergio e per altre nove persone coinvolte in un’inchiesta del pool anti-terrorismo. Fatima, attualmente latitante, si trova in Siria con il marito albanese Aldo Kozubi e con la sorella 19enne dell’uomo, Serjola. I tre si sono trasferiti dopo aver abbracciato la causa dell’Islam radicale. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere con finalità di terrorismo e di organizzazione del viaggio per finalità di terrorismo.
Maria Giulia Sergio, 28 anni, è nata a Torre del Greco, ma diversi anni fa si è trasferita insieme alla famiglia a Inzago, in provincia di Milano. Di famiglia cattolica, si è convertita all’Islam dopo avere incontrato il suo primo marito, un marocchino da cui poi ha divorziato. Nel settembre del 2014 si è risposata con l’albanese Aldo Kobuzi in una moschea di Treviglio, in provincia di Bergamo. Poco dopo i due sono andati in Siria per unirsi all’Isis dove nel febbraio 2015 la Sergio è stata addestrata per diventare una combattente, mentre continuava a mantenere conversazioni regolari con i familiari. Nelle intercettazioni, Maria Giulia dice che va tagliata la testa a chi nega il jihad e che è necessario vivere sotto la sharìa, la legge islamica, e non la democrazia. Inoltre, accusa i suoi familiari di lavorare per i miscredenti, che definisce “animali”, e dice che la hijra, il pellegrinaggio, è obbligatoria.





