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mercoledì 24 feb 2016 aggiornato alle 0:17

Terrorismo: rinviata a giudizio Fatima Sergio, la prima foreign fighter italiana

La giovane di origina campana, che si troverebbe in Siria a combattere con l’Isis, andrà a processo con il padre. Condannata a 5 anni la sorella Marianna

Maria Giulia Fatima Sergio, la prima foreign fighter italiana che si troverebbe in Siria a combattere con l’Isis, è stata rinviata a giudizio con l’accusa di terrorismo internazionale, mentre la sorella Marianna, arrestata lo scorso luglio e detenuta, è stata condannata a 5 anni e 4 mesi. Lo ha deciso il gup di Milano Donatella Banci Buonamici, che ha mandato a processo anche il padre delle due ragazze, Sergio Sergio, accusato di organizzazione del viaggio per finalità di terrorismo, e il marito di Fatima Aldo Kobuzi, che si troverebbe anche lui in Siria a combattere con lo Stato islamico.

Maria-Giulia-Sergio

Nel processo abbreviato, il gup ha condannato anche Arta Kakabuni e Baki Coku, zii di Aldo Kobuzi, rispettivamente a 3 anni e 8 mesi e a 2 anni e 8 mesi. Condannata anche Lubjana Gjecaj a 3 anni, mentre è stato assolto per non aver commesso il fatto il marito Dritan Gjecaj. Altri due latitanti sono stati rinviati a giudizio: Donika Coku, madre di Aldo Kobuzi, e Haik Bushra, donna di origine canadese che avrebbe avuto un ruolo decisivo nell’indottrinamento e nell’arruolamento di Fatima e Marianna nelle file dell’Isis.

Stando alle indagini, Maria Giulia Sergio, ragazza di origine campana abitante a Inzago, nel Milanese, si sarebbe prima convertita all’Islam assieme a tutta la famiglia, prendendo il nome di Fatima, e poi sarebbe partita per la Siria, da dove avrebbe incitato anche i suoi genitori (la madre, anche lei arrestata lo scorso luglio, è morta qualche mese fa) e la sorella a raggiungerla. Agli atti dell’inchiesta numerose intercettazioni nelle quali, tra le altre cose, Fatima esultava per la strage di Charlie Hebdo e si dichiarava pronta al martirio.

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