«Mi confronterò con i miei funzionari, le istituzioni, i cittadini, le associazioni. Il dialogo innanzitutto». Queste le parole che il Sovrintendente alle Belle Arti e al Paesaggio di Napoli, Luciano Garella, affidò alla stampa nel giorno del suo insediamento a Palazzo Reale, in quegli uffici che furono della Sovrintendenza ai Beni Architettonici di Giorgio Cozzolino. Sono passati quasi sei mesi (era il 2 aprile 2015), e la prova del nove ancora non è arrivata: i cittadini e le associazioni evocate da Garella protestano contro quest’ultimo proprio per la mancanza di dialogo e di confronto sulla situazione in cui versa il patrimonio monumentale della città partenopea. Antonio Pariante, presidente del Comitato di Portosalvo, è alquanto chiaro in proposito: «Il Sovrintendente Garella si è letteralmente barricato in Palazzo Reale, non instaurando alcuna forma di dialogo con i cittadini e le associazioni che da anni si battono per la valorizzazione del nostro patrimonio artistico e architettonico. Cosa alquanto singolare per chi dirige una delle Sovrintendenze più delicate d’Italia».
Nasce così l’idea di una manifestazione, indetta per il 30 settembre alle ore 12, fuori gli uffici di Palazzo Reale, in piazza Plebiscito: «Vogliamo spiegazioni e risposte – ci spiega Pariante – sul mancato recupero del centro storico di Napoli e sulla perdita dei 100 milioni di euro di fondi europei; sulla devastazione della pavimentazione lapidea; sulle 200 chiese chiuse ormai da anni, che crollano sotto i nostri occhi; sull’Albergo dei Poveri, edificio mirabile ormai in malora». Su tutte quelle questioni aperte verso le quali il Comitato di Portosalvo cerca di portare, da anni, l’attenzione delle istituzioni. I segnali, però, non sono incoraggianti: «Notiamo una chiusura totale da parte di questi funzionari – continua Pariante – sono mesi che richiediamo incontri, inoltriamo segnalazioni e richieste, reclamiamo maggiore impegno per la tutela e la conservazione del nostro patrimonio culturale. Tutto invano: Garella continua a comportarsi da bravo “Signor G.”, come nella canzone di Gaber. Una persona di cui sappiamo solo il nome, a mo’ di sigla, senza conoscerne la personalità, le intenzioni, i progetti e i programmi».
Sul proprio sito internet ufficiale, il Comitato di Portosalvo rincara la dose: «Il nuovo dirigente inviato dal Ministro Franceschini non si è ancora degnato di fare un giro nei Decumani per prendere atto della situazione in cui versa il centro storico e tanto meno dei monumenti che, su tutto il territorio, patiscono sfregi e atti vandalici di ogni genere senza alcun rimedio. Nessuna parola per lo scempio della Villa Comunale e per la Fontana di Monteoliveto, vandalizzata quasi ogni giorno. Men che niente per l’avvenuto fallimento del Progetto Unesco e la sicura perdita dei fondi europei per la riqualificazione del centro antico. Grande solerzia invece per le autorizzazioni concesse ai concerti al Plebiscito e le manifestazioni sul lungomare di via Caracciolo chiesti dal Comune di Napoli». Una polemica indirizzata anche al nuovo direttore generale ai Beni Culturali della Regione Campania, l’architetto Luca Maggi: «Abbiamo inoltrato richieste d’incontro anche a lui, ma non c’è stato niente da fare – conclude Pariante – anche su questo fronte chiusura totale. A questo punto mi viene da pensare che ci sia un preciso disegno politico affinché il degrado in cui versano le bellezze monumentali di Napoli resti tale. Davvero non si spiega questa completa mancanza di dialogo e confronto da parte di chi riveste ruoli così importanti in una città d’arte come la nostra».
Alla manifestazione, organizzata dal Comitato di Portosalvo, aderiscono le associazioni: I Sedili di Napoli Onlus, Vobcas Napoli, Insieme x innovare, Fabbrica dell’immaginario, Atlantide Ritrovata, AsMed, Telefono Blu Napoli, Gruppo Portosalvo Giovani, Chiaia per Napoli, ‘Ernesto Rossi’ Radicali Napoli, Locus Iste, Incontri Napoletani, Progetto Napoli, Medinapoli, la Ragione del Restauro Campania, Cittadinanza Attiva e il Comitato Piazza Fuga.





