«Siani è stato lasciato solo da chi non lo doveva lasciare solo. Oggi Giancarlo sarebbe stato molto felice nel sentire il coro del San Carlo che suona per lui. Oggi dobbiamo mostrarci vicino ai tanti Giancarlo. Il vizio della memoria può diventare un cancro, ci sono già troppi Giancarlo e non devono essere lasciati da soli». Sono queste le parole del sindaco Luigi de Magistris durante la cerimonia di commemorazione dei 30 anni dalla morte del cronista “abusivo” de Il Mattino.
In tanti stamattina sulle Rampe Siani sono andati a porgli omaggio. Tra essi anche il presidente del Consiglio Comunale di Napoli Pasquino, gli assessori Marino, Fortini e Clemente, il presidente della V municipalità Mario Coppeto, i colonnelli Ciro Esposito e Cortese, il giornalista Sandro Ruotolo e il fratello Paolo Siani.
«Un ragazzo normale che ha pagato un prezzo troppo alto», commenta l’assessore Fortini. Avrebbe compiuto 56 anni lo scorso 19 settembre ma la sua vita è stata brutalmente interrotta appena ha compiuto 26 anni. Giancarlo Siani, un bravo ragazzo che amava il suo mestiere e che si limitava a svolgerlo con professionalità e dedizione. Un giovane giornalista coraggioso interessato solo a raccontare la verità. Ieri, 30 anni fa, il suo ultimo articolo. «Puoi cadere migliaia di volte nella vita – scrisse Siani – ma se sei libero nel pensiero lo farai sempre in piedi».
Nella giornata di oggi, in ricordo di Siani, si terranno altri numerosi eventi presso la redazione de Il Mattino, nella libreria Iocisto ai Salesiani e al PAN. E sono giorni che si rammenta la sua memoria, perché – citando il cartellone di Libera affisso in Piazza Fuga – “Chi dimentica diventa complice”.





