Napoletani in piazza il 5 dicembre a Napoli per dire no alla violenza, alle camorre e ai loro intrecci con l’economia e la politica. È l’iniziativa #Unpopoloincammino, promossa da 15 parrocchie e da studenti, associazioni, movimenti e sindacati. A guidare l’organizzazione è don Antonio Loffredo, parroco della basilica di Santa Maria della Sanità, davanti alla quale la notte del 5 settembre morì il 17enne Genny Cesarano. «Il giorno dopo il suo omicidio furono le donne a chiederci aiuto – spiega Loffredo – e ci siamo resi conto che i loro bisogni, le loro paure, sono condivisi dalle mamme di altre zone della città». E visto che le istituzioni non hanno risposto al loro appello, sono le comunità parrocchiali a scendere in piazza con un corteo che avrà inizio alle 10.30 a piazza Dante.
«Da tempo – si legge in una nota – assistiamo inermi a una guerra (49 i morti solo negli ultimi sei mesi) che colpisce innocenti giovani, persone che pagano lo scotto di essere cresciuti al Sud, in una città, nei quartieri di periferia e del centro lasciati senza cultura, sviluppo, futuro». «Non vogliamo più contare morti, subire la violenza di chi spara con l’arroganza di credere di poter governare interi quartieri, di stabilire un controllo serrato sulle nostre vite per sostenere con ferocia ed omicidi un’economia informale legata soprattutto al traffico di droghe».





