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	<title>Campaniasuweb &#187; Costume</title>
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	<description>LA TUA REGIONE A PORTATA DI CLICK</description>
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		<title>150 anni fa nasceva Benedetto Croce: emesso un francobollo commemorativo</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2016 11:20:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 25 febbraio del 1866 nasceva uno dei più grandi protagonisti della cultura italiana del XX secolo. Oggi Napoli ricorda Benedetto Croce. In occasione del 150° anniversario dalla sua nascita, questa mattina si è svolta una cerimonia commemorativa all’esterno della Sala Giunta di palazzo San Giacomo, alla presenza del sindaco Luigi de Magistris e dell’assessore &#8230; <a href="/costume/150-anni-fa-nasceva-benedetto-croce-emesso-un-francobollo-commemorativo/" class="more-link">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">150 anni fa nasceva Benedetto Croce: emesso un francobollo commemorativo</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>25 febbraio del 1866</strong> nasceva uno dei più grandi protagonisti della cultura italiana del XX secolo. Oggi Napoli ricorda <strong>Benedetto Croce</strong>. In occasione del 150° anniversario dalla sua nascita, questa mattina si è svolta una <strong>cerimonia commemorativa</strong> all’esterno della Sala Giunta di palazzo San Giacomo, alla presenza del sindaco Luigi de Magistris e dell’assessore alla Cultura Nino Daniele. Filosofo, storico, scrittore, politico, la sua opposizione al fascismo (dalla pubblicazione del manifesto degli intellettuali antifascisti) accrebbe il suo prestigio nazionale ed internazionale. Una popolarità che dura tutt’oggi anche dopo la sua morte, avvenuta a Napoli il <strong>20 novembre 1952</strong>.</p>
<p><img class="banner alignleft wp-image-44017" src="/wp-content/uploads/2016/02/00416-benedetto-croce.jpg.jpg.jpg" alt="benedetto-croce francobollo" width="508" height="600" /></p>
<p>In realtà è l’Italia intera a ricordare Benedetto Croce. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha emesso oggi un <strong>francobollo commemorativo</strong>. L’annullo speciale “primo giorno di emissione” è stato apposto a <strong>Pescasseroli</strong>, luogo di nascita del filosofo. Non è la prima volta che al filosofo viene dato l’onore di essere raffigurato su una stampa delle Poste Italiane: 50 anni fa gli fu dedicato un francobollo da 40 lire per ricordarne il centenario della nascita.</p>
<p>Il bollo, del valore di <strong>95 centesimi</strong>, è stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia, su carta bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente; in quattro colori e una tiratura di <strong>800mila esemplari</strong>. La vignetta, realizzata dalla bozzettista <strong>Silvia Petrassi</strong>, raffigura un ritratto di Benedetto Croce, racchiuso in un cerchio in primo piano, su un fondino con motivi decorativi. Completano il francobollo la leggenda “BENEDETTO CROCE”, le date “1866 1952”, la scritta “ITALIA” e il valore “€ 0,95”. Il bollettino illustrativo è a firma di <strong>Piero Craveri</strong>, presidente della Fondazione “Biblioteca Benedetto Croce” e <strong>Michele Maggi</strong>, dell’Università di Firenze. Il francobollo ed i prodotti filatelici correlati sono disponibili presso gli Uffici Postali abilitati, gli “Spazio Filatelia” di Roma, Milano, Venezia, Napoli, Trieste, Torino, Genova e sul sito internet <a href="http://www.poste.it/" target="_blank">poste.it</a>.</p>
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		<title>Da Ottaviano a Shangai: il Gruppo Adler sbarca in Cina</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2016 10:15:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Cina non solo per le attività di produzione ma anche per quelle di ricerca hi tech in un hub tecnologico al servizio di tutta l’Asia. È la sfida del Gruppo Adler-Pelzer di Ottaviano, che progetta, sviluppa e produce componenti e sistemi per l’industria del trasporto. Il centro, che si va ad aggiungere ai sette &#8230; <a href="/costume/da-ottaviano-a-shangai-il-gruppo-adler-sbarca-in-cina/" class="more-link">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Da Ottaviano a Shangai: il Gruppo Adler sbarca in Cina</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In Cina non solo per le attività di produzione ma anche per quelle di ricerca hi tech in un hub tecnologico al servizio di tutta l’Asia. È la sfida del <strong>Gruppo Adler-Pelzer</strong> di Ottaviano, che progetta, sviluppa e produce componenti e sistemi per l’industria del trasporto. Il centro, che si va ad aggiungere ai sette già presenti nel resto del mondo, sorge a <strong>Taicang</strong>, vicino a Shangai, ed è attivo da alcune settimane. Il nuovo polo si occuperà in particolare dello sviluppo dei sistemi di insonorizzazione e comfort acustico sia per clienti internazionali, sia per i costruttori di automobili cinesi.</p>
<p>Fondato nel 1956 da Achille Scudieri, oggi il Gruppo Adler è il <strong>primo produttore italiano</strong> di sistemi per il comfort acustico e termico di veicoli e di rivestimenti e pannelli per le portiere e tappeti interni (il secondo player mondiale). L’azienda è presente in 21 Paesi con 62 stabilimenti e 10mila dipendenti e nel 2015 ha fatturato 1,084 miliardi di euro.</p>
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		<title>Il record di Sala Consilina: da 21 anni le cicogne nidificano sul traliccio dell’Enel</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2016 10:30:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume]]></category>
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		<category><![CDATA[cicogne]]></category>
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		<description><![CDATA[Confermato anche nel 2016 l&#8217;insolito record registrato a Sala Consilina, dove un traliccio Enel è stato scelto per il ventunesimo anno consecutivo da una coppia di cicogne per costruire il proprio nido. I due volatili sono stati avvistati nei giorni scorsi dai tecnici dell&#8217;azienda. Non si tratta di un traliccio qualunque: sin dal primo avvistamento, &#8230; <a href="/costume/il-record-di-sala-consilina-da-21-anni-le-cicogne-nidificano-sul-traliccio-dellenel/" class="more-link">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Il record di Sala Consilina: da 21 anni le cicogne nidificano sul traliccio dell’Enel</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Confermato anche nel 2016 l&#8217;insolito record registrato a Sala Consilina, dove un traliccio Enel è stato scelto per il <strong>ventunesimo anno consecutivo</strong> da una coppia di cicogne per costruire il proprio nido. I due volatili sono stati avvistati nei giorni scorsi dai tecnici dell&#8217;azienda. Non si tratta di un traliccio qualunque: sin dal primo avvistamento, nel 1996, Enel ha adottato una serie di misure per <strong>tutelare la coppia di cicogne e i loro piccoli</strong>, effettuando una vera e propria “operazione sicurezza” sul sostegno che ha visto, tra l&#8217;altro, l&#8217;isolamento dei conduttori più vicini al nido.</p>
<p><img class=" size-full wp-image-43954 aligncenter" src="/wp-content/uploads/2016/02/9ce734b41e7aff9dcd7908812df67c60.jpg" alt="Le cicogne tornano sul traliccio Enel per il ventunesimo anno consecutivo a Sala Consilina" width="700" height="493" /></p>
<p>Per Enel, impegnata a favore della tutela del territorio e della biodiversità, il ritorno delle cicogne rappresenta un riconoscimento e un successo dell&#8217;integrazione tra infrastrutture energetiche e ambiente. Secondo i dati raccolti dai volontari dell&#8217;associazione di tutela ambientale ATAPS di Sala Consilina sono <strong>una sessantina gli esemplari che hanno spiccato il volo</strong> dal traliccio Enel dal 1996 ad oggi.</p>
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		<title>Donate libri ai piccoli pazienti del Pausilipon: l’iniziativa è un successo</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2016 10:05:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume]]></category>
		<category><![CDATA[massimo bray]]></category>
		<category><![CDATA[paolo siani]]></category>
		<category><![CDATA[Santobono Pausilipon]]></category>

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		<description><![CDATA[I piccoli pazienti del Santobono Pausilipon possono distrarsi sfogliando nuovi libri. Pochi giorni fa i volontari dell’ospedale pediatrico di Napoli avevano lanciato un appello per donare testi per ragazzi alla biblioteca della struttura. Detto fatto: i napoletani, e non solo, hanno risposto con numerosissime adesioni. Gli scaffali hanno iniziato a riempirsi tra la soddisfazione degli &#8230; <a href="/costume/donate-libri-ai-piccoli-pazienti-del-pausilipon-liniziativa-e-un-successo/" class="more-link">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Donate libri ai piccoli pazienti del Pausilipon: l’iniziativa è un successo</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>I piccoli pazienti del <strong>Santobono Pausilipon</strong> possono distrarsi sfogliando nuovi libri. Pochi giorni fa i volontari dell’ospedale pediatrico di Napoli avevano lanciato un appello per donare testi per ragazzi alla biblioteca della struttura. Detto fatto: i napoletani, e non solo, hanno risposto con numerosissime adesioni. Gli scaffali hanno iniziato a riempirsi tra la soddisfazione degli adulti e la felicità di bambini.</p>
<p>L’iniziativa è partita da un appello su Facebook di una mamma ad amici, editori e librai di donare libri per addolcire le giornate dei piccoli ricoverati che ha da subito ricevuto l’appoggio del dottor <strong>Paolo Siani</strong>, direttore del reparto di pediatria del Santobono, convinto che non di sole medicine e cure abbiano bisogno i piccoli ospiti ma anche di distrazione, di ambienti accoglienti che possano alleviare i “soggiorni forzati” divenendo così luoghi di ascolto e di emozioni dove sfogliare, osservare, leggere, scorrere con gli occhi ma anche concentrarsi nella lettura.</p>
<p>L’appello accolto da ogni parte d’Italia e ogni categoria, tra le donazioni “illustri” quella di <strong>Massimo Bray</strong> (direttore generale della Treccani), di <strong>Edgar Colonnese</strong> (editore e direttore della casa editrice Colonnese), dell’<strong>Associazione Don Fabrizio De Michino</strong>, della <strong>Fondazione Maria e Goffredo Bellonci</strong> e di <strong>Luciano Vanni</strong> (editore e direttore di Jazzit, Il Turismo Culturale, Civitates).</p>
<p>Chi volesse dare il proprio contributo l’indirizzo a cui spedire i volumi è: A.O.R.N Santobono – Pausilipon, Padiglione Santobono, quarto piano, dipartimento di Pediatria Sistematica diretto dal Dott. Paolo Siani – via M. Fiore 6, 80129 Napoli.</p>
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		<title>Oggi si celebra l’amico micio: sui social è un’esplosione di #worldcatday</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2016 07:04:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume]]></category>
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		<category><![CDATA[#worldcatday]]></category>
		<category><![CDATA[17 febbraio]]></category>
		<category><![CDATA[festa del gatto]]></category>

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		<description><![CDATA[È una delle star assolute del web: non c’è utente che su internet non abbia caricato una sua foto o non si sia entusiasmato vedendo un video. Stiamo parlando dei gatti, celebrati oggi con una festa nazionale. E, come ogni evento senza alcuna tradizione che si rispetta, per 24 ore i social venerano l’amato felino &#8230; <a href="/costume/oggi-si-celebra-lamico-micio-sui-social-e-unesplosione-di-worldcatday/" class="more-link">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Oggi si celebra l’amico micio: sui social è un’esplosione di #worldcatday</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>È una delle star assolute del web: non c’è utente che su internet non abbia caricato una sua foto o non si sia entusiasmato vedendo un video. Stiamo parlando dei gatti, celebrati oggi con una <strong>festa nazionale</strong>. E, come ogni evento senza alcuna tradizione che si rispetta, per 24 ore i <strong>social</strong> venerano l’amato felino come facevano gli antichi egizi. Basta navigare su Facebook o cinguettare su Twitter e apparirà l’ashtag <a href="https://twitter.com/search?q=%23worldcatday&amp;src=typd&amp;lang=it" target="_blank">#worldcatday</a> di contorno alle foto dei gatti dei nostri amici. E dal web si passa al mondo reale con una serie di <strong>manifestazioni</strong> in diverse città italiane in onore del gatto tra concorsi, conferenze e mostre.</p>
<p>Secondo le stime dell’osservatorio europeo <strong>Euromonitor</strong> del giugno 2014, i gatti in Italia sono circa 7,5 milioni, ovvero il 12% degli animali da compagnia (che sono in tutto circa 60 milioni). Lo studio “Animali in città”, condotto da Legambiente nel 2015, ha permesso di rilevare che <strong>Napoli</strong> è una delle città più “gattare” d’Italia con ben 1.242 colonie e 12.008 gatti. Ce ne sono di più solo a Roma e a Torino.</p>
<p><iframe width="660" height="371" src="https://www.youtube.com/embed/0XnGRKwBfsE?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>È dal 1990 che il 17 febbraio di ogni anno in Italia si celebra questa festa. A deciderlo è stato il risultato di un sondaggio lanciato sulla rivista <strong>Tuttogatto</strong> dalla giornalista <strong>Claudia Angeletti</strong>, che propose un referendum tra i lettori per stabilire il giorno da dedicare agli animaletti. La proposta vincitrice fu quella della signora <strong>Oriella Del Col</strong> che motivò la sua scelta per una serie di significati. Innanzitutto febbraio è il mese dell’Acquario, considerato il segno zodiacale degli spiriti liberi, proprio come i gatti. Il giorno 17, invece, è stato scelto per sfatare tutti i miti che hanno accompagnato la storia di questo felino. Tra l’altro, la fama del 17 deriva dall’anagramma del numero romano che da XVII si trasforma in VIXI cioè “sono vissuto”, quindi “sono morto”, ma in realtà il gatto è legato al detto di avere sette vite, quindi il 17 diventa “1 vita per 7 volte”.</p>
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		<title>L&#8217;11 maggio parte la prima edizione di NapoliModaDesign</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2016 11:51:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[chiaia destrict]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[napolimodadesign]]></category>
		<category><![CDATA[quartiere chiaia]]></category>
		<category><![CDATA[salotto di napoli]]></category>
		<category><![CDATA[wine&thecity]]></category>

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		<description><![CDATA[Parte l’11 maggio la prima edizione di NapoliModaDesign, la kermesse incentrata sul connubio moda&#38;design, ideata e curata dall’architetto napoletano Maurizio Martiniello. Il progetto mira alla valorizzazione dei comparti moda e design attraverso un percorso urbano di esposizioni, installazioni, mostre ed happening nel cosiddetto Chiaia District, il quartiere di riferimento in città per lo shopping di alta gamma. In &#8230; <a href="/costume/l11-maggio-parte-la-prima-edizione-di-napolimodadesign/" class="more-link">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">L&#8217;11 maggio parte la prima edizione di NapoliModaDesign</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Parte l’11 maggio la prima edizione di <strong>NapoliModaDesign</strong>, la kermesse incentrata sul connubio moda&amp;design, ideata e curata dall’architetto napoletano <strong>Maurizio Martiniello</strong>. Il progetto mira alla valorizzazione dei comparti moda e design attraverso un <strong>percorso urbano</strong> di esposizioni, installazioni, mostre ed happening nel cosiddetto <em>Chiaia District</em>, il quartiere di riferimento in città per lo shopping di alta gamma.</p>
<p>In gemellaggio con <strong>Wine&amp;Thecity</strong>, la rassegna di creatività urbana che dal 6 al 25 maggio coinvolge la città in una staffetta di eventi trasversali volti a celebrare il vino e l’arte, NapoliModaDesign è occasione di nuove sinergie ed interazioni tra artisti di fama nazionale e internazionale, designer, professionisti impegnati nel campo della moda, <strong>eccellenze locali</strong>, tra cui Marinella Cravatte, Mario Valentino ed Isaia, e <strong>brand italiani</strong> come Poltrona Frau, B&amp;B Italia, Maxalto, Viabizzuno, Molteni, Dada, Vitra, Lago, Flexform, Bang&amp;Olufsen, Flos, Ritmonio, Slamp e Cappellini.</p>
<p>Tema scelto per la prima edizione sono le <strong>“Luxury Ideas”</strong>, ovvero il lusso analizzato e scomposto in tutte le sue sfumature: declinato sotto forma di immagine visiva o tattile, di emozione e oggetto prezioso, esperienza o relazione. La kermesse si apre con l’esposizione al <strong>Pan</strong> mercoledì 11 maggio per proseguire fino al 23. Da piazza dei Martiri a via dei Mille, con tappe in via Morelli, Riviera di Chiaia, via Chiatamone e via Vittoria Colonna, <strong>boutique e showroom</strong> saranno contaminati da opere d’arte e design, performance, installazioni tematiche ed incontri.</p>
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		<title>Tutti vogliono vedere Napoli: è la “febbre Ferrante”</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2016 10:25:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Micol Conte]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume]]></category>
		<category><![CDATA[elena ferrante]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[quartieri spagnoli]]></category>
		<category><![CDATA[the guardian]]></category>

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		<description><![CDATA[La letteratura può aiutare il turismo? Se lo chiede indirettamente il Guardian in un articolo pubblicato ieri, dove parla di una misteriosa autrice di cui si conosce solo lo pseudonimo, che sta contribuendo ad accendere l’interesse verso la città “più impegnativa” d’Italia, improvvisamente al centro di una forte ondata di turismo. E il misterioso autore &#8230; <a href="/costume/tutti-vogliono-vedere-napoli-e-la-febbre-ferrante/" class="more-link">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Tutti vogliono vedere Napoli: è la “febbre Ferrante”</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La letteratura può aiutare il turismo? Se lo chiede indirettamente il <a href="http://www.theguardian.com/books/2016/feb/14/ferrante-fever-naples-tourist-hotspot" target="_blank">Guardian</a> in un articolo pubblicato ieri, dove parla di una misteriosa autrice di cui si conosce solo lo pseudonimo, che sta contribuendo ad accendere <strong>l’interesse verso la città “più impegnativa” d’Italia</strong>, improvvisamente al centro di una forte ondata di turismo.</p>
<p>E il misterioso autore è Elena Ferrante, acclamatissima Oltremanica e prossima ad <a href="/cultura/lamica-geniale-di-elena-ferrante-diventa-una-serie-tv/">approdare in tv grazie a una serie</a> lanciata dagli stessi produttori di Gomorra. La saga dell’Amica Geniale racconta le vicissitudini di due amiche, Elena e Lila, cresciute nei quartieri poveri della città, tra amore, ignoranza, violenza e un desiderio di riscatto sociale che anima entrambe, ma in maniera differente. Dopo la pubblicazione in lingua inglese, in Gran Bretagna come in America è esplosa la <em>febbre Ferrante</em> spiegano dalla casa editrice. Complice anche il fatto che <strong>in tutto il Vecchio Continente la letteratura popolare ormai è diventata un miraggio</strong>.</p>
<figure class="banner" ><a href="http://www.theguardian.com/books/2016/feb/14/ferrante-fever-naples-tourist-hotspot" target="_blank"><img class=" wp-image-43577 size-full" src="/wp-content/uploads/2016/02/ferrante-e1455532810922.png" alt="Clicca l'immagine per leggere l'articolo del Guardian" width="381" height="400" /></a><figcaption><span class="text">Clicca l&#8217;immagine per leggere l&#8217;articolo del Guardian</span></figcaption></figure>
<p>E la febbre Ferrante si è tradotta in un maggiore afflusso turistico verso Napoli, dove persino <strong>i quartieri poveri sono diventati attraenti</strong> per chi la città l’ha scoperta e l’ha amata grazie alla penna di Ferrante. Anzi, è proprio la tipica commistione di vecchio e nuovo, colto e popolare, raffinato e decadente, che fa di Napoli una delle poche città in cui un turista anglosassone può visitare finalmente qualcosa di nuovo. E dalle colonne del quotidiano inglese <strong>Fabio Petito</strong>, professore di Relazioni Internazionale all’università del Sussex, ritiene che c&#8217;è bisogno di tanto entusiasmo per visitare Napoli: «Non è un posto facile da vivere, con un&#8217;alta percentuale di disoccupazione e criminalità. Ma è anche uno dei pochi posti al mondo in cui puoi entrare in un poverissimo palazzo del XIV secolo e accanto trovare una chiesetta con appeso al muro un Caravaggio o un Tiziano».</p>
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		<title>Il record della signora Anna: laurearsi a 88 anni</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Feb 2016 16:34:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dottoressa a 88 anni. Lunedì prossimo Anna Valanzuolo Carcaterra conseguirà all&#8217;università Federico II di Napoli la laurea magistrale in filologia moderna. La studentessa, che già tre anni fa ha ottenuto la laurea triennale in lettere moderne con il voto 110 e lode, discuterà, davanti al professore Andrea Mazzucchi, una tesi dal titolo “Dante nella produzione &#8230; <a href="/costume/il-record-della-signora-anna-laurearsi-a-88-anni/" class="more-link">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Il record della signora Anna: laurearsi a 88 anni</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dottoressa a 88 anni. Lunedì prossimo <strong>Anna Valanzuolo Carcaterra</strong> conseguirà all&#8217;università Federico II di Napoli la laurea magistrale in filologia moderna. La studentessa, che già tre anni fa ha ottenuto la laurea triennale in lettere moderne con il voto 110 e lode, discuterà, davanti al professore <strong>Andrea Mazzucchi</strong>, una tesi dal titolo <strong>“Dante nella produzione letteraria e nell&#8217;attività creativa di Ugo Foscolo”</strong>.</p>
<p>La signora Valanzuolo ha insegnato per quaranta anni alle elementari e negli ultimi venti nella scuola elementare Cimarosa nel quartiere Posillipo di Napoli, dove risiede da 65 anni. Appena diplomata (licenza liceale classica e poi magistrale), aveva intrapreso gli studi alla facoltà di lettere poi interrotti per dedicarsi al lavoro e alla famiglia. Ma <strong>nel cassetto aveva quel sogno di laurearsi</strong>. Così, ha riaperto i libri trasformando il desiderio in realtà.</p>
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		<title>Il trainer-pastoraio dei Quartieri Spagnoli: «Lo sport e l’arte per salvare i nostri ragazzi»</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2016 16:40:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Nocera]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume]]></category>
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		<description><![CDATA[Il traffico non scorre mai tranquillo, in questa zona di Napoli. Siamo fra l’Istituto Pontano e Corso Vittorio Emanuele, due passi sopra i Quartieri. Basta un minuto, usciti dalla funicolare, per leggere la targa “Associazione Sportiva Q. S.” di Massimiliano Vitiello, professione trainer e maestro pastoraio. Chi ancora pensa che i muscoli siano inversamente proporzionali &#8230; <a href="/costume/il-trainer-pastoraio-dei-quartieri-spagnoli-lo-sport-e-larte-per-salvare-i-nostri-ragazzi/" class="more-link">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Il trainer-pastoraio dei Quartieri Spagnoli: «Lo sport e l’arte per salvare i nostri ragazzi»</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il traffico non scorre mai tranquillo, in questa zona di Napoli. Siamo fra l’Istituto Pontano e Corso Vittorio Emanuele, due passi sopra i Quartieri. Basta un minuto, usciti dalla funicolare, per leggere la targa “Associazione Sportiva Q. S.” di <strong>Massimiliano Vitiello</strong>, professione trainer e maestro pastoraio.</p>
<p><iframe width="660" height="371" src="https://www.youtube.com/embed/R1rs0efsoyY?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Chi ancora pensa che i muscoli siano inversamente proporzionali alle facoltà intellettive dovrebbe passare qui, conoscere Max e i suoi ragazzi di Salita Cariati, in uno spazio di circa 60 metri quadri adibito a palestra e sala fitness. <strong>Se cercate solo un posto dove pompare i bicipiti e l’ego di fronte a uno specchio, allora meglio andare da qualche altra parte</strong>. Qui Massimiliano, figlio dei Quartieri come molti dei suoi iscritti, ha creato una famiglia. Dove tutti si conoscono per nome, si rispettano, scambiano chiacchiere ed esperienze di vita; dove puoi trovare lo studente universitario che si allena vicino all’ex membro di una baby gang, quelli che Max ha letteralmente tolto dalla strada perché forte di una consapevolezza: <strong>da queste parti non c’è spazio per la violenza e la sopraffazione</strong>. Qui tutti rispettano tutti. Senza differenza di sesso, mestiere, razza, età.</p>
<p>«Lascialo dove vuoi il cappotto, non ti preoccupare. Qua nessuno si prende niente». Massimiliano parla chiaro: in questa palestra non ci sono armadietti da chiudere a chiave. Gli effetti personali dove li metti, là li trovi. «È il primo passo verso il rispetto reciproco», dice. Lo spazio è piccolo, più di una ventina di persone alla volta è difficile riescano a entrare per allenarsi. Ma di questo Max non ha mai fatto un limite. «Anzi: è un punto di forza – continua – qui abbiamo creato un gruppo che va oltre il semplice andare in palestra. <strong>Io conosco questi ragazzi uno per uno, conosco le loro storie e i sacrifici che fanno per far quadrare i conti a fine mese</strong>. Perché qui tutti, spontaneamente, danno una mano per far sì che questo posto vada avanti». Inutile girarci intorno: far fronte alle scadenze mensili non è cosa semplice per un’associazione sportiva che si autofinanzia totalmente: «Né vogliamo nulla dalle istituzioni – dice Max – che hanno già altri problemi cui pensare. È vero: abbiamo ragazzi che vengono dalla strada, <strong>gente che se oggi non fosse qui avrebbe fatto una fine “diversa”</strong>, se così possiamo dire. Non ho timore nel dire che questo centro ha svolto e svolge una funzione sociale: quella di insegnare il rispetto reciproco a chi, magari, prima di mettere piede qui dentro pensava di poter dimostrare il proprio coraggio solo usando violenza contro il prossimo». In una zona non certo facile come i Quartieri, definire quella di Max Vitiello una palestra appare abbastanza riduttivo, considerato anche ciò che vediamo attorno, su mensole e muretti divisori.</p>
<p>In quale altra palestra è possibile trovare una piccola mostra presepiale fra manubri, pesi e panche da allenamento? Max Vitiello, come abbiamo accennato, non si limita a curare il metro e novanta del proprio corpo. Quando non è qui prende gli attrezzi del mestiere e <strong>si trasforma in un eccellente pastoraio</strong>, di quelli che non sfigurerebbero manco di un grammo fra i vicoli di San Biagio dei Librai e San Gregorio Armeno. Lavorazioni in sughero, terracotta e argilla fra cui spicca una <strong>Natività di bianco vestita</strong>: «Sì, non ne troverai altre così – precisa Max con una punta di orgoglio – i vestiti interamente bianchi, su San Giuseppe e Maria, non sono così diffusi nell’iconografia pastorale napoletana. Io ho voluto vestirli così perché è così che mi immagino debbano essere i rapporti fra le persone: chiari, limpidi, puri. Ciò che ho sempre cercato di insegnare ai miei allievi, fra queste quattro mura, lo voglio portare fuori, letteralmente. Farne uno stile di vita». <strong>Coltivare il fisico ma anche l’estro, la mente, la curiosità</strong>, la voglia di scoprire fin dove la creatività può arrivare. È quello che vediamo in questi ragazzi, dall’elettricista all’addetto rimessaggio barche, dal carabiniere allo studente del vicino Ateneo. Nessuna competizione che non sia legata a una sana visione dello sport.</p>
<p>Accanto ai pastori troviamo altre opere di artigianato. Un ammennicolo a forma di Vesuvio, con la base a forma di maschera di Pulcinella, desta una certa curiosità: «Questo è il simbolo della Napoli che non ride più – ci spiega Max – della Napoli sommersa dai problemi che ha perso la voglia di scherzare; ma, allo stesso tempo, è un simbolo di speranza, di rinascita: questo pennacchio di fuoco bianco posto in cima è il cambiamento che ognuno di noi può raggiungere. Basta volerlo». Una cosa su tutte, Max non riesce a sopportare: <strong>lo stereotipo che vede il napoletano sempre avvezzo al dolce far niente</strong>, un essere mitologico completamente privo della famosa “Cultura del Lavoro”. «Sono discorsi che non tollero. Ho creato questa piccola realtà anche per dimostrare che di voglia di lavorare e metterci in gioco ne abbiamo da vendere, così come la capacità di fare sacrifici quando necessario. Ma in generale io non tollero nessuna forma di discriminazione: <strong>chi si mostra omofobo o razzista, e non ha intenzione di confrontarsi con opinioni diverse dalle sue, qui dentro non mette nemmeno piede</strong>». Nel salutarci si accende una sigaretta (qualche vizio è concesso), si mette all’ingresso e guarda il traffico di Salita Cariati, quell’arteria che dalla pancia dei Quartieri conduce verso le zone “alte”. La sua vita è qui dentro, in un pezzo di Napoli che non vuole solo “resistere” ma anche costituire un modello, un esempio di ciò che questa città è in grado di esprimere. Di quella solidarietà che qui non è solo un vuoto gioco di parole.</p>
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		<title>Un portoncino londinese nel cuore di Napoli: sta per aprire lo shop Started1</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2016 16:37:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosa ci fa un vero portoncino londinese anni &#8217;70 nel cuore di Napoli? Giunto direttamente dall’Inghilterra, nella sua celeberrima colorazione rossa, funge da attrattore per i fan delle sneakers. Già, perché alle sue spalle si cela lo store Started1, un nuovo format emozionale nato dalla mente dell’imprenditore Carlo Tedesco, distributore di importanti brand di moda come Brunello Cucinelli, &#8230; <a href="/costume/un-portoncino-londinese-nel-cuore-di-napoli-sta-per-aprire-lo-shop-started1/" class="more-link">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Un portoncino londinese nel cuore di Napoli: sta per aprire lo shop Started1</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa ci fa un vero portoncino londinese anni &#8217;70 nel cuore di Napoli? Giunto direttamente dall’Inghilterra, nella sua celeberrima colorazione rossa, funge da attrattore per i fan delle <strong>sneakers</strong>. Già, perché alle sue spalle si cela lo <strong>store Started1</strong>, un nuovo format emozionale nato dalla mente dell’imprenditore <strong>Carlo Tedesco</strong>, distributore di importanti brand di moda come Brunello Cucinelli, Jacob Cohen e Boglioli. E intanto cresce l’attesa per l’apertura prevista per sabato 6 febbraio in via Arcoleo 26/28.</p>
<p>Il design si ispira allo stile industriale dall’accento statunitense: c’è un forte richiamo alle vecchie fabbriche, con grandi spazi di lavoro e mobili dallo stile deciso, composti da metallo e legno. Il tutto è impreziosito da elementi d’arredo e <strong>oggetti vintage provenienti da tutto il mondo</strong> ai quali è stata data nuova vita attraverso meticolosi restauri.</p>
<figure class="banner" ><img class=" wp-image-43178 size-medium" src="/wp-content/uploads/2016/02/abfe7a75-6693-4adf-a878-d5032ea2c1c5-300x262.jpg" alt="La macchina che &quot;trasforma&quot; le sneakers" width="300" height="262" /><figcaption><span class="text">La macchina che &#8220;trasforma&#8221; le sneakers</span></figcaption></figure>
<p>Leggere libri di settore, navigare liberamente, caricare la batteria del proprio cellulare e ascoltare musica live sono solo alcuni dei servizi offerti da Started1. Anche <strong>gli orari di apertura sono fuori dagli schemi</strong> per soddisfare le esigenze di tutti i consumatori. Il portoncino rosso, infatti, resterà spalancato dal lunedì al sabato dalle 11.00 alle 21.00, mentre la domenica dalle 11.00 alle 14.00.</p>
<p><strong>“Le Sneakers per ogni gusto”</strong> è la campagna di comunicazione ideata da A<strong>rakne Communication</strong>, che apre le porte ad un nuovo concetto di personalizzazione di sneakers. Sarà possibile, infatti, di rendere la propria scarpa unica. <strong>Un macchinario altamente sofisticato</strong> permetterà ad ogni cliente di trasformare e modificare la propria sneakers scegliendo tra la vasta scelta di colori di occhielli, lacci e ricami, con scritte o addirittura fotografie. Nel catalogo saranno presenti limited edition di prestigiosi marchi come Saucony, Asics, Puma, Converse, Timex, Eastpak.</p>
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