Prima la mobilitazione massiccia davanti al Duomo per difendere il tesoro di San Gennaro. Poi una lettera a Luigi Vicinanza, direttore dell’Espresso, per protestare contro l’ennesima copertina che simboleggia una Napoli criminale e apparentemente irrecuperabile. Luca Delgado, insegnante e scrittore napoletano, a questa retorica su Napoli tutta sangue e munnezza non ci sta più, e già da un po’ di tempo, nel mondo reale e virtuale, insieme ad altri si è fatto promotore di un risveglio, identitario ma anche nel senso di una maggiore consapevolezza di tutto quello che è Napoli. La parola d’ordine che corre sui social è #Riscetamento.
Delgado, che vuol dire #Riscetamento?
Abbiamo lanciato l’hashtag già da un po’ per chi volesse raccontare l’altra faccia di Napoli. Non c’è spazio tra i grandi network per queste notizie, ma neppure tra i piccoli: anche questi ultimi infatti preferiscono raccontare la camorra invece che l’anticamorra. Ormai il lettore si è abituato a questa narrazione. Con la parola “Riscetamento” sui social vogliamo raccogliere le esperienze di tutti, anche le più banali, quelle giornaliere. Noi napoletani da un po’ di tempo a questa parte siamo molto più attenti a quello che accade in città e siamo stanchi del fatto che ci sbattono in prima pagina parlando solo delle negatività. La volete dedicare una copertina a chi quotidianamente agisce contro la camorra?
Hai inviato una lettera al direttore dell’Espresso per la copertina della settimana scorsa. Credi che una parte della stampa sia di parte?
Non è questione di “essere di parte”. Credo si tratti di un andamento generale dei media italiani. Dovendo ottenere molti click o dovendo vendere copie, pubblicano quello che è più facilmente “digitabile” e Napoli, da questo punto di vista, è un brand. Con la mia lettera io non voglio negare i problemi, perché ci sono e quando la stampa fa informazione lo riconosciamo, ma vorrei che si parlasse anche dell’altro lato della medaglia.
Spiegati meglio
Ormai penso che raccontare solo la camorra sia nocivo. Bisogna parlare anche dell’anticamorra. Va bene il problema, ma vediamo anche cosa si fa per combatterlo. La copertina dell’Espresso è veramente un cazzotto nello stomaco per chi, come le associazioni, da anni si battono nel silenzio. Mettere tre persone in copertina e non le centinaia di migliaia che ogni giorno fanno il contrario non è giusto. Io vedo un accanimento spropositato su Napoli. In questo modo passa un messaggio gravissimo.
Ma il “Riscetamento” è solo social o c’è anche un lavoro sul campo?
Il “riscetamento” riguarda le persone. Come i gesti eroici. Dal mio modo di vedere è eroico quello che va a lavorare ogni mattina nonostante il precariato, quello andrebbe messo in copertina.
Oggi hai organizzato l’incontro “Dalla Terra dei Fuochi si leva una voce di speranza” nell’ambito di #UnaGiornataPerLaLegalità. Di cosa si tratta?
Sensibilizziamo sulla legalità. Le scuole, come il liceo Laura Bassi di Sant’Antimo, che oggi ospita il convegno alle 16,30, sono luoghi fondamentali per educare e informare. All’incontro di oggi interverranno Don Maurizio Patriciello, la scrittrice Maura Messina, l’attivista Vincenzo Tosti e il docente Carlo del Conte. La raccolta differenziata, il riciclo, così come la differenza tra vandalismo e street art, sono buone prassi che vanno insegnate nelle scuole.
Qualcuno ti ha mai detto “chi te lo fa fare” a sbatterti tanto per la tua città?
Io credo che chiunque debba fare il proprio dovere, senza avere secondi fini. Molti si chiedono a cosa ambisco ma io voglio solo spendermi per la mia città, come tanti altri.





