L’improvvisazione è di casa al Kestè. Tutti i mercoledì, a partire dal 21 ottobre, a largo San Giovanni Maggiore a Napoli si terranno jam session del tutto dedite all’estemporaneità, ma con una linea guida di un vero e proprio laboratorio di improvvisazione musicale. Il racconto, che sarà scritto dalle note grazie ad un vero e proprio “direttore” di jam, porterà la sessione musicale verso quel luogo ignoto che è l’improring, ovvero l’improvvisazione pura.

Il primo appuntamento vedrà in pista i Crossroad Improring, famoso collettivo di 20 musicisti del panorama musicale jazz, rock, elettronico e hip hop napoletano. Il 28 ottobre il direttore della jam sarà Andrea Tartaglia, per una serata a cui prenderanno parte musicisti dagli strumenti insoliti come cornamuse elettroniche, digiredoo e flauti che si fonderanno alle sonorità di loop machine, campionatori e synth. Il 4 novembre sarà la volta degli Hobby Horse, che mescolano melodie delicate e sottili, dinamiche esplosive ed un interplay pressoché telepatico. L’11 novembre a dirigere la jam ci sarà Paolo Bianconcini, in arte “Batà”, che guiderà tamburi, tammorre e altre percussioni in un viaggio a sud del mondo verso i tropici, mischiando i Caraibi alla tradizione napoletana. Tante altre le serate di improvvisazione musicale che, in via di organizzazione, stanno bollendo nel calderone: Chi vuole parteciparvi può coordinarsi con gli altri musicisti scrivendo sui singoli eventi delle Jam Session creati su facebook dal Kestè.
«Abbiamo bisogno di sperimentarci – racconta Fabrizio Caliendo, gestore del Kestè – Di nuove sonorità, di incontri, di confronti. L’Unconventional Jam vuole essere un laboratorio musicale, là dove il Kestè è la casa in cui l’arte, la musica e le follie hanno sempre preso forma e sono poi diventate cult. Credo che anche in questo caso stiamo tracciando un segno in una piazza che è a un crocevia. Ora – conclude Caliendo – è tempo di prendere una direzione certa e solo con la cultura e l’incontro si potranno rimarginare certe ferite, strappi al cuore che da anni non ci lasciano vivere sereni».