«Io e Luca non ci siamo molto frequentati per via della differenza d’età ma ci conoscevamo benissimo». Lo scrittore Raffaele La Capria, vecchio amico di Francesco Rosi e padrino di Carolina Rosi, ricorda Luca De Filippo, il giorno dell’ultimo saluto al grande attore. Dopo aver sottolineato l’amore che legava il figlio di Eduardo alla figlia di Rosi, aggiunge un commento sullo stile contrapposto tra i due grandi maestri della tradizione napoletana. «Il paradosso della vita di Luca De Filippo – aggiunge La Capria – è che l’uomo che più lo ha amato è stato anche quello che più gli ha reso la vita complicata. Sarà ricordato per uno stile, di vita oltre che di recitazione, che è solo suo, fatto di una grazia che trovo poetica. In lui non c’era nulla dell’astuzia recitativa di suo padre».

Parla di libertà e di indipendenza lo scrittore partenopeo: «Lui era come innocente e questa è stata la sua indipendenza. Liberarsi dalla tradizione della sua famiglia, senza però tradirla, non è stata un’impresa da poco. E Luca questa impresa l’ha portata avanti vittoriosamente».





